Thomas Hobbes: Il "De Cive"

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Introduzione

Il 'De Cive', il cittadino, è un'opera pubblicata nel 1642 dal filosofo britannico Thomas Hobbes, assieme al 'De Corpore' e il 'De Hominis'. L'opera prende in esame la civiltà umana, con i suoi pregi e soprattutto i suoi difetti, che di certo non potevano essere trascurati dal pensatore inglese, famoso per essere un grande conoscitore dell'animo umano. Hobbes cerca, di fatti, attraverso il 'De Cive' di giustificare il potere monarchico, l'unico in grado di mantenere l'ordine in una società dove altrimenti regnerebbe il caos più estremo. L'uomo, infatti, combatte interiormente, a causa della sua natura, tra la legge naturale e il diritto statale, cosa inevitabile per un animo corrotto, ma essenziale per poter mantenere l'equilibrio. In questa guida esamineremo il 'De Cive' di Thomas Hobbes.

Ecco un link da leggere solo a titolo informativo ------》https://it.m.wikipedia.org/wiki/Thomas_Hobbes (Thomas Hobbes).

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Riflessione sul bene e sul male

Bene o male, giusto e ingiusto. Da questo binomio parte la riflessione di Hobbes: secondo lui, infatti, bene-male, giusto- ingiusto sono solo definizioni prive di oggettività. Nel 'De Cive' vengono definite come qualcosa di soggettivo. Il bene e il male assumono una posizione oggettiva solo in relazione ad un ordinamento civile (ad esempio: non è giusto ciò che noi, moralmente, riteniamo lo sia ma ciò che la legge definisce tale). Secondo Hobbes l'individuo, per il suo bene e quello della collettività a cui decide di cedere la sua sovranità, si adatta alle regole e alle convenzioni non perché le ritiene giuste in maniera assoluta ma per sua convenienza. Per questa ragione per gli umani è più consigliabile una forma di 'dittatura' ovvero di limitazione della libertà, piuttosto che il caos.

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Legge dello "stato di natura"

Secondo la legge dello "stato di natura", prima di appartenere ad una società civile, l'uomo segue delle regole naturali fatte di istinti e pulsioni. Secondo Hobbes l'uomo è per sua natura egoista ed individualista non è, quindi, adatto a vivere in una società. Lo stato di natura dà libero sfogo all'indole umana che ha la meglio sulla ragione. Per questa ragione l'uomo ha bisogno dello stato, che mette freno ai propri istinti.

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La società civile

La società civile è un archetipo (primo esemplare assoluto ed autonomo) artificiale necessario per far in modo che l'uomo possa vivere in pace e non si uccida con i propri simili. In assenza della società regnerebbe, infatti, lo stato di guerra di tutti contro tutti, che porterebbe all'annientamento della specie. La società, al contrario, con le sue regole e con il braccio ferreo dello stato garantisce lo status quo, e cioè il non prevalere di un individuo sull'altro stabilendo la cooperazione tra le parti.

Ecco un link che potrebbe fornire ulteriori informazioni utili sull'argomento appena trattato in questa guida ------》http://www.skuola.net/filosofia-moderna/hobbes-de-cive.html (Thomas Hobbes - De Cive).

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