Tedesco: il Plusquamperfekt

tramite: O2O
Difficoltà: media
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Introduzione

Il Plusquamperfekt, cioè più che perfetto, è un tempo verbale tedesco che corrisponde nella lingua italiana sia al trapassato prossimo che al trapassato remoto ed è composto dal preterito degli ausiliari sein e haben in unione al participio passato del verbo in questione, ad esempio "Felix hatte eine Pizza gegessen", "Er hatte dieses Buch schon gelesen". Con il passato prossimo si esprimono azioni che si sono svolte prima di un determinato momento nel passato. Questo verbo va utilizzato ogni volta che in un racconto che riporta azioni passate, vogliamo riferirci ad un azione antecedente al momento del racconto stesso. Ad esempio: Beim Talent-Wettbewerb spielte Luise fehlerfrei ein schwieriges Stück auf der Flöte. Viene utilizzato quando bisogna esprimere azioni che si sono svolte prima di un determinato momento nel passato. Esempio: Sie hatte sehr lange geübt, bevor sie das Stück so perfekt spielen konnte.

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La prima cosa da chiedersi al momento di formare il Plusquamperfekt è quale ausiliare utilizzare: sein o haben? Presto detto: per fortuna la scelta corrisponde quasi nella totalità dei casi all'italiano anche se ci sono ovviamente delle eccezioni. A differenza dell'italiano infatti, il tedesco richiede il verbo avere cioè haben in tutti questi casi: verbi transitivi, verbi riflessivi (Ich habe mich gewaschen) verbi modali, verbi che indicano fenomeni atmosferici (Es hat geregnet) e alcuni verbi come gefallen, kosten, dauern. Per quanto riguarda i verbi intransitivi le cose non sono così semplici in quanto presentano numerose eccezioni, ragion per cui è necessario imparare questi verbi sempre insieme al loro ausiliare. In linea generale possiamo dire che sein va usato con verbi intransitivi di moto (gehen, fahren, laufen) e verbi che indicano un cambiamento di stato (genesen, sterben).

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Il Plusquamperfekt si usa soprattutto per indicare due eventi accaduti nel passato di cui uno ha avuto luogo prima dell'altro ed è quindi necessario utilizzarlo con le subordinate temporali in particolare nachdem e als. Ecco di seguito alcuni esempi: "Nachdem ich gegessen hatte, ging ich wieder an die Arbeit", "Als ich das Buch gelesen hatte, wollte ich einen Kaffee trinken". Come si evince da tutti questi esempi il tempo verbale della proposizione subordinata è sempre anteriore a quello della principale.

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Infine due parole sull'uso del Plusquamperfekt dei verbi modali. Si forma in modo regolare se non è accompagnato da un infinito "Er hatte den Hut zu Hause gelassen", viceversa in maniera irregolare accompagnato quando è unito ad un verbo all' infinito, andando così a creare il doppio infinito "Er hatte den Hut zu Hause liegen lassen". Questa regola si applica non solo al Plusquamperfekt, ma anche agli altri tempi composti del passato e riguarda oltre che i verbi modali anche quelli di percezione, lassen e brauchen.

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Di seguito alcuni esempi pratici:

- Molti dei verbi forti e dei verbi misti, cambiano la loro radice al participio passato: gahen-gagangen, bringen-gebracht.- Se la radice termina in d/t nei verbi forti e misti, bisogna aggiungere et: warten-gewartet.- I verbi con la desinenza all'infinito in ieren formano il participio passato senza la particella ge: studieren-studiert.- I verbi non separabili formano il participio passato senza ge: verstehen-verstanden.- Nei verbi separabili la particella ge si inserisce dopo il prefisso: ankommen-angekommen.

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Consigli

Non dimenticare mai:
  • Molta pazienza nell'imparare a memoria gli ausiliari dei verbi e costanza nello studio

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