Storia: la Rivoluzione inglese

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Introduzione

L'Inghilterra viene riconosciuto, ad oggi, come il paese europeo dalla più antica tradizione democratica. Non tutti sanno però come è nato il suo peculiare ordinamento, ovvero la monarchia costituzionale da cui è governata ancora oggi. Le origini di questa istituzione vanno rintracciate nel XVII secolo, quando avvenne quella che gli storici chiamano "the Glorious Revolution", ovvero la rivoluzione inglese che mutò per sempre l'assetto del Paese. Si tratta essenzialmente di uno scontro che contrappose il monarca al Parlamento per oltre sessant'anni, e che condusse infine alla redazione del documento noto come Bill of Rights. Ecco la storia, per sommi capi, di quella che nei libri è definita la Rivoluzione Inglese.

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Giacomo I perseguitò i puritani

Nel 1603 il re inglese era Giacomo Stuart I. Le città britanniche, ma anche la campagne, stavano conoscendo un importante sviluppo economico e demografico. Questo portò anche conseguenze in campo sociale: da una parte c'era la grande aristocrazia e dall'altra i contadini e i coltivatori diretti. Anche la situazione religiosa era particolarmente complessa: la Chiesa di stato era anglicana, al servizio del potere monarchico, ma iniziarono a sorgere molti movimenti contrapposti che volevano epurare il clero. Una delle fazioni più agguerrite era quella dei puritani: Giacomo I li perseguitò, costringendo numerose persone ad emigrare verso l'America.

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Il Parlamento approvò la Petition of Right

Questo fu il regno che ereditò il successore di Giacomo I, Carlo I il quale, salito al trono alla morte del padre, continuò a seguirne la stessa linea politica. Con Carlo I, anzi, il divario tra sovrano e Parlamento si inasprì. Il Parlamento, infatti, aveva approvato un documento, la Petition of Right, in cui affermava la sua indipendenza dalla corona. Per tutta risposta, il re sciolse il Parlamento. Alla fine però fu Carlo I ad avere la peggio: nel 1649, dopo che aveva preso il potere Oliver Cromwell, instaurando una repubblica, il re venne processato e condannato a morte, con l'accusa di alto tradimento.

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Cromwell instaurò la dittatura

In seguito alla morte del sovrano, Cromwell instaurò una dittatura che durò dieci anni. Tra le riforme che portò avanti in quel periodo, una delle più importanti fu quella nota come "Navigation Act", che vietava alle navi di altri stati di approdare sulle coste inglesi, e che è considerata la base della potenza navale che l'Inghilterra sarebbe diventata. Quando morì Cromwell, avvenne un tentativo di restaurazione della monarchia, ma il Parlamento oppose resistenza offrendo la corona a Guglielmo III d'Orange, luogotenente dei Paesi Bassi. Nel 1689 Guglielmo III firmò il Bill of Rights, che separava i poteri tra re e Parlamento, istituendo, di fatto, la monarchia costituzionale.

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