Storia: l'Homo Erectus

Tramite: O2O 19/04/2019
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Introduzione

Nella storia dell'evoluzione dell'uomo, dalla scimmia all'attuale Homo Sapiens Sapiens, gli antropologi hanno individuato tutta una serie di stadi intermedi ove pian piano si perdevano delle caratteristiche degli ominidi acquistandone delle nuove. Questa guida vi darà alcune importanti informazioni sul Homo Erectus, essere vivente che ha abitato la terra a partire da 1,8 - 1,5 milioni di anni fa.

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Caratteristiche fisiche

Come del resto si può intuire dal nome, Erectus, la caratteristica che emerge immediatamente è la postura, sempre più eretta, che gli conferiva un'altezza importante che lo differenziava dagli ominidi. Altra caratteristica fisica evoluta è, per esempio, il cranio, aumentato di dimensione, benché il cervello rimane piccolo, circa 1000 cm. Cubi, il 75% inferiore dell'uomo moderno. L'uomo Erectus ha anche il primato di essere, probabilmente e secondo i ritrovamenti, la prima specie umana ad aver lasciato l'Africa in numero consistente per abitare la zona asiatica, anche se gli antropologi non sono riusciti a stabilire una data certa.

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Abilità generali

Se l'utilizzo del fuoco controllato appare ancora sporadico, e sarà la caratteristica per eccellenza del Homo di Neanderthal, l'Homo Erectus si differenzia per un uso più accurato e maggiore di alcuni utensili in pietra, più elaborati ed adattati all'uso per cui sono stati creati. Su tutti l'ascia in pietra, generalmente selce, a doppio filo bifacciale scheggiata su due lati, chiamata comunemente amigdale per la sua forma a mandorla, usata come strumento per estrarre radici, tritare vegetali e forse per scuoiare gli animali.
Seppur sia una tesi controversa, vi sono antropologi che sostengono che l'uomo Erectus sia anche il primo che sviluppa la capacità di costruire zattere per attraversare gli oceani.

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L'estinzione

Se da una parte abbiamo descritto l'Homo Erectus come un essere intraprendente, capace di uscire dall'Africa e arrivare fino all'Asia, e forse addirittura di utilizzare zattere per navigare negli oceani, recenti studi condotti dall'università australiana imputerebbero invece alla pigrizia di questa specie la causa della sua estinzione. Infatti parrebbe che questi non siano stati capaci di adattarsi ai cambiamenti climatici e ambientali, essendo per loro natura prudenti e pigri. Utilizzavano infatti materiali che ritrovavano in prossimità dei loro villaggi, senza effettuare una selezione in base alle loro caratteristiche e senza spostarsi per trovarne dei migliori. Per queste ragioni non hanno saputo adattarsi ad un progressivo e rapido inaridimento del suolo, causato dai cambiamenti climatici.

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