Storia: l'età dei totalitarismi

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Introduzione

Tra le tante culture che deve avere una persona nella vita o col tempo assumere, è quella riguardante la Storia: L'età dei totalitarismi. Le caratteristiche comuni dei totalitarismi sono il culto del leader, la presenza del partito unico, controllo dei mezzi d'informazione e mass media, l'ideologia unica, un capo carismatico, il controllo economico e il nemico oggettivo. Nello specifico esso tratta praticamente la storia antica e di tutto ciò che accadde con la presenza di Hitler, Benito Mussolini, Weimar in quell'epoca. Un cultura importante, soprattutto per coloro che amano tali età storiche.

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Il 28 Ottobre del 1922

L'Italia come ben sapete tutti, uscita dalla Grande Guerra e dalla Conferenza di Parigi era un paese ferito nell'orgoglio. Questo sentimento, sfociato con l' occupazione di Fiume ad opera di Gabriele D' Annunzio, sarà la nascita del Partito Nazionale Fascista di Benito Mussolini, ex socialista, interventista, che fonda in piazza San Sepolcro i fasci di combattimento. Il 28 Ottobre del 1922 organizza la marcia su Roma, data che segna l'inizio della dittatura fascista in Italia. Il re rifiuta lo stato d' assedio e Facta si dimette, consegnando il governo nelle mani di Mussolini. La prima norma del nuovo governo è l'abolizione dei diritti dei lavoratori.

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Hitler approfitta del successo mediatico per diffondere le sue idee

Il fallimento della guerra e della Repubblica di Weimar, porta alla nascita del Partito Nazionalsocialista Operaio di Adolf Hitler, noto per il tentativo di colpo di stato nel 1923 a Monaco. Hitler approfitta del successo mediatico per diffondere le sue idee, trovando il consenso popolare grazie anche alla sua abilità oratoria. Nell'incendio del Reichstag l'anno successivo vengono accusati i deputati comunisti, avversari politici dei nazisti e mandati alla pena capitale. Alle nuove elezioni i nazisti ottengono un consenso maggiore e Hitler abolisce la costituzione di Weimar.

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Dopo la Rivoluzione russa del 1917

Dopo la Rivoluzione russa del 1917 e il rovesciamento del governo zarista, Lenin e i bolscevichi prendono potere. Alla sua morte avvenuta nel 1924 gli succede Josif Stalin, segretario generale del partito comunista sovietico, per quanto lo stesso Lenin preferisse Trockij, definendo il "russo d' acciaio" un pericolo per l' Unione Sovietica. Stalin eliminò tutti gli avversari politici deportandoli nei Gulag in Siberia e a Vorkuta; successivamente avviò un programma di autosufficienza economica basato sulla collettivizzazione delle campagne e sulla meccanizzazione dell'agricoltura.

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