Introduzione
L'European Recovery Program, meglio conosciuto come Piano Marshall, è un piano di interventi politico-economici varato nel 1947 dagli Stati Uniti e diretto a coinvolgere direttamente Washington nella ricostruzione dell'Europa post bellica. In effetti fu un potente incentivo a risollevarsi per tutto l'occidente, compresa l'Italia che beneficiò di 1.300 milioni di dollari. Unico Paese a non accettare l'aiuto fu l'Unione Sovietica, preoccupata delle conseguenze di un simile intervento americano, specie sulla sovranità e sull'indipendenza dei singoli stati. Nei passi successivi, in particolare, vedremo una parte importante della storia: "Il Piano Marshall".
Occorrente
- Leggere con attenzione la guida.
Discorso ai neolaureati
Il 5 giugno 1947, il segretario di Stato americano George Marshall, tenne un discorso per salutare i neolaureati di Harvard dalle scale della Memorial Church. In quella occasione, pur non entrando nel merito fornendo dati precisi, rese pubblica l'intenzione degli Stati Uniti di elaborare un piano di intervento in Europa finalizzato al supporto economico e politico della ripresa e che potesse anche essere il primo tassello per la realizzazione del progetto, allora ancora utopico, di Europa unita.
Conferenza con Francia, Inghilterra e Russia
Tra il 27 giugno e il 2 luglio del 1947 si svolse a Parigi una Conferenza a tre, tra i ministri degli esteri di Francia (Georges Bidault), Inghilterra (Ernest Bevin) e Russia. La delegazione russa, composta da 300 membri e guidata dal ministro Molotov, giunse a Parigi per discutere del piano proposto dagli USA, ma abbandonò ben presto il tavolo accusando gli interlocutori di tramare con gli americani allo scopo di dividere in due l'Europa e isolare la Russia. Terreno dello scontro fu la configurazione degli aiuti, che Molotov chiedeva fossero attribuiti sulla base di piani specifici per i singoli Stati, mentre inglesi e francesi configuravano come progetto complessivo.
Conferenza aperta a tutti gli Stati coinvolti
Il 12 luglio 1947 Bidault e Bevin, in accordo con gli Stati Uniti, convocarono a Parigi una Conferenza aperta a tutti gli Stati coinvolti, ad eccezione di Urss e Spagna, al fine di predisporre il programma di aiuti da presentare poi a Washington. Nessuno dei Paesi appartenenti al blocco orientale partecipò, principalmente per non contrapporsi alle posizioni espresse dalla Russia. I lavori della Conferenza si protrassero fino a settembre, evidenziando la difficoltà di riunire tutti attorno ad un unico progetto. Si riuscì però a raggiungere un accordo e a presentare un piano di richieste complessivo del valore di 22 miliardi di dollari, senza accantonare totalmente le esigenze dei singoli Stati.
Fine del Piano Marshall
Il piano Marshall terminò ufficialmente nella primavera del 1951. La scadenza era già stata prevista, ma non si può non considerare che altri avvenimenti vi concorsero: in primo luogo la vittoria del Partito Repubblicano alle elezioni per il Congresso nel 1950 aveva raggelato gli entusiasmi per i buoni risultati ottenuti fino a quel momento. In oltre lo scoppio della seconda guerra di Corea richiedeva ormai che pensieri e risorse americane si concentrassero altrove.