Storia: il comunismo in Russia

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Introduzione

La rivoluzione bolscevica del 1917 ebbe un'importanza centrale nella storia del Novecento, tanto che le sue ripercussioni furono paragonate a quelle avute dalla Rivoluzione francese dell'Ottocento. Lo scoppio della rivoluzione russa portò a trasformazioni epocali sul piano economico-sociale che oltrepassarono i confini nazionali.
Sul piano economico, per fronteggiare la gravissima situazione creatasi in Russia, il governo attuò dei provvedimenti straordinari basati sul controllo statale di tutti i settori produttivi ("comunismo di guerra").

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Il 10 ottobre

Il 10 ottobre si riunì a Pietrogrado il comitato centrale del Partito bolscevico che votò a maggioranza la proposta di rovesciare il governo Kerenskij e prendere il potere con un'azione militare. Lenin dovette affrontare le opposizioni dei suoi stessi compagni contrari all'insurrezione, timorosi che un'azione così risoluta da parte del proletariato potesse suscitare l'ostilità della piccola borghesia, mentre poté contare sull'appoggio di Stalin (1879-1953) e di Trockij (1879-1940). Quest'ultimo, alla guida del Soviet di Pietrogrado, divenuto presidente del Comitato militare rivoluzionario, ebbe un ruolo di primo piano nella direzione delle operazioni militari. L'insurrezione avvenne la notte tra il 24 e il 25 ottobre (6-7 novembre per il calendario gregoriano) per mano di operai, soldati e marinai che riuscirono ad occupare i punti nevralgici della città. La sera del 25 ottobre fu preso d'assalto il Palazzo d'Inverno, sede del governo provvisorio, dove erano presenti alcuni ministri che furono arrestati, mentre Kerenskij riuscì a fuggire all'estero.

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Il 25 ottobre

Il 25 ottobre, si riunì il Congresso panrusso dei Soviet, formato dai rappresentanti di tutti i Soviet dell'ex Impero russo, che legittimò la nuova situazione politica, conferendo ai bolscevichi l'incarico di formare un nuovo governo, a cui venne dato il nome di Consiglio dei commissari del popolo. Il Consiglio era composto da bolscevichi e presieduto da Lenin: Trockij fu nominato commissario degli affari esteri e Stalin commissario alle nazionalità. Solo in un secondo momento entrarono a farne parte tre esponenti della sinistra dei socialisti-rivoluzionari.

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Primi interventi del nuovo periodo

Il primo atto del governo rivoluzionario fu l'approvazione di due decreti che andavano a soddisfare le richieste più urgenti della popolazione: la pace e la terra. Il primo prevedeva trattative immediate con tutti i belligeranti "per una pace giusta e democratica, senza annessioni né indennità"; il secondo stabiliva l'abolizione "immediata e senza indennizzo" della grande proprietà terriera e nazionalizzazione delle terre che, in altissima percentuale (86%), furono ridistribuite ai contadini, sotto il controllo dei Soviet di villaggio, mentre solo una minima parte (l'11%) andò allo Stato.

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