Storia: fascismo e nazismo

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Introduzione

Nazismo e fascismo nascono basandosi sulle stesse ideologie e pertanto mostrano alcune caratteristiche comuni. Erroneamente spesso i termini vengono utilizzati come sinonimi l'uno dell'altro, le differenze tra le due ideologie sono determinanti e li rendono due correnti di pensiero completamente differenti. Di seguito brevi cenni della storia delle due ideologie.

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Il NAZISMO nacque in Germania e nel 1933 l'esponente massimo di questa ideologia salì al potere: Adolf Hitler. Sebbene ponesse le sue basi sul pensiero fascista, il nazismo non considerava lo Stato come ente supremo, bensì come un mezzo che potesse permettere il raggiungimento della supremazia della razza. Come ben deducibile da motto "Ein Völk, Ein Reich, Ein Führer" (un solo popolo, un solo stato, un'unica guida politica), il nazismo puntava all'unificazione dei popoli germanici sotto la guida della dittatura di Hitler, che considerava le piccole comunità religiose, gli stranieri, le minoranza etniche, etc. Come elementi che rendevano "debole" il paese e che andavano quindi eliminati. In seguito l'ideologia della razza suprema si evolse esplodendo nella ricerca di una razza pura, la razza ariana, con i noti tratti fisici nordici, gli occhi azzurri ed i capelli biondi.

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Il razzismo, nato nella Germania nazista si diffuse anche in Italia verso la fine degli anni '30. Mussolini continuò ad esprimere pubblicamente la sua benevolenza nei confronti ebrei residenti in Italia, descrivendoli come cittadini modello e valorosi soldati e accolse i profughi ebrei fuggiti dallo sterminio e dalle persecuzioni in atto in Germania, nonostante su alcuni giornali fascisti iniziarono a comparire tesi secondo le quali gli ebrei volevano "conquistare il dominio del mondo". La questione ebraica rimase ambigua per molti anni, finché nel 1938 anche lo stato italiano prese la sua posizione emanando una serie di leggi discriminatorie nei confronti degli ebrei, sostenendo che gli italiani appartenevano alla razza ariana e che non doveva essere "contaminata" dagli ebrei, allineandosi con il pensiero nazista.

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Il FASCISMO nacque in Italia nel XX secolo come partito sindacale promosso e ideato da Benito Mussolini. Con la "Marcia su Roma" (1922) e in seguito a pressioni e ricatti sul governo e la monarchia, al fascismo fu riconosciuta l'identità di partito da Re Vittorio Emanuele III. Dopo alcuni anni il fascismo si impose come dittatura (1925), utilizzando la forza e la violenza per mantenere il controllo sulla popolazione: secondo l'ideologia fascista lo Stato era un'entità suprema ed il popolo era obbligato ad omologarsi alla cultura dominante, rinunciando alla propria individualità, ai propri pensieri e alle proprie idee. Lo Stato si pose anche come forza economica, eliminando le attività private e rendendole pubbliche.

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