Storia della lingua giapponese

tramite: O2O
Difficoltà: media
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Introduzione

こんにちは! Sapete cosa significa? È il “ciao” generico in giapponese. Questa lingua è tra le più affascinanti del mondo. Come quella cinese, la sua scrittura è fondata sugli ideogrammi (i Kanji), quindi è molto diversa dalle lingue del ceppo indoeuropeo. La linguistica storica si occupa dell’analisi dei fenomeni linguistici da un punto di vista storico e in questa guida ci aiuterà a tentare di ricostruire la storia della lingua giapponese. Oggi ci sono 127 milioni di locutori giapponesi. Vediamo insieme dunque le tappe fondamentali della lingua parlata attualmente in Giappone nonché in alcune zone del Brasile, Stati Uniti, Isole Marshall e Palau (in cui è anche lingua ufficiale insieme al Giappone).

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Occorrente

  • Un manuale di storia della lingua giapponese
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Origini

Le origini della lingua giapponese sono tutt’oggi misteriose e non c’è nessuna testimonianza certa. Il giapponese è considerata una lingua isolata, ossia risulta molto difficile, se non impossibile, trovarle delle affinità (parentele) con altre lingue del mondo. Si pensa che un antenato comune del giapponese sia stato importato nell’isola nipponica da colonizzatori provenienti dall'Asia continentale o dalle isolette del Pacifico tra l'inizio e la metà del II secolo a. C. Molto poco si sa del giapponese di questo periodo. Poiché la scrittura doveva ancora essere introdotta in Cina, non ci sono prove dirette della lingua in questione.

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Giapponese antico

Il giapponese antico è il più antico stadio attestato della lingua giapponese. Fu parlato dal gruppo etnico dell’isola da un momento iniziale semisconosciuto (I sec. D. C.?) fino a quando evolse nel giapponese medio iniziale dell’VIII secolo d. C.
Il giapponese antico era scritto con i caratteri cinesi, e infatti i primi testi trovati in Giappone sono scritti in cinese classico. Il buddhismo contribuì alla diffusione del sistema di scrittura cinese in Giappone. Il giapponese antico inoltre presentava un ordine verbale Soggetto-Oggetto-Verbo. Sono state portate alla luce anche tavolette di legno con frammenti di testo scritto. Tuttavia, il primo testo di narrativa giapponese pervenutoci è il “Kojiki”, risalente al 712. Il Kojiki (“vecchie cose scritte") è la più antica cronaca esistente in Giappone ed è attribuito a Ō no Yasumaro, storico e scrittore. Notiamo dunque come la lingua giapponese sia relativamente recente rispetto ad esempio al nostro latino.

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Giapponese medio iniziale

Il giapponese medio iniziale è il giapponese considerato dal 794 al 1185. È presente ora una forte influenza cinese sulla fonologia, ad esempio le distinzioni di lunghezza diventano fonemiche sia per le consonanti sia per le vocali. Il XIII secolo vede un profondo mutamento linguistico dove la forma attributiva sostituisce lentamente la forma non flessa (shūshikei) per quelle classi verbali dove le due erano distinte.

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Giapponese tardomedio

Il giapponese tardomedio va dagli anni 1185 al 1600 circa. Il giapponese di questo periodo viene descritto per la prima volta da fonti esterne, ossia i missionari europei come gesuiti e francescani. È infatti il periodo delle grandi esplorazioni geografiche (dal XVI sec.). Abbiamo così una migliore documentazione della fonologia per il giapponese tardomedio che per le forme precedenti. Le differenze fondamentali rispetto al passato sono costituite dai prestiti linguistici dalle lingue europee. Parole oggi comuni furono prese a prestito dal giapponese proprio in questo arco di tempo e includono “pan” (pane) e “tabako” (tabacco), entrambi dal portoghese.

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Giapponese moderno

Si pensa che il giapponese moderno sia iniziato con il periodo Edo, fra il 1603 e il 1868. Fino a questo momento il giapponese, de facto, era stato il dialetto di Kansai. Durante il periodo Edo, però, questo dialetto si diffuse a macchia d’olio nella più grande città del Giappone, ossia Edo (cioè la moderna Tokyo), e quello che era solo un dialetto dell'era Edo divenne in seguito il giapponese standard. A partire dalla fine dell'autarchia linguistica nel 1853, il numero di prestiti linguistici dalle lingue europee è aumentato considerevolmente. A partire dalla seconda metà del Novecento, in particolare, il giapponese ha inglobato un numero consistente di parole inglesi, in particolare con riferimento alla tecnologia (“intānetto” significa internet).

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Consigli

Non dimenticare mai:
  • Il giapponese si scrive dall'alto verso il basso, ma si può scrivere anche all'occidentale.
  • Sostantivi, verbi e aggettivi non distinguono tra genere, numero e persona.
  • Come nel cinese, c'è l'uso dei classificatori, unità di misura che cambiano a seconda dell'oggetto della conta.
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