Scienza sociali: l'aggressività

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Introduzione

Oggi proveremo ad analizzare un fenomeno molto complesso, l'aggressività. Tenendo in maggior conto il punto di vista di ogni scienza sociale, ci converrà sapere che, i fenomeni sociali, per essere considerati manifestazioni di aggressività, devono avere due caratteristiche principali: il danno, e chi aggredisce deve essere consapevole di quest'ultimo. In questo articolo scopriremo varie​ analogie di scienza sociali, studiando il loro susseguirsi.

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La sociologia

La sociologia vede l'aggressività come la manifestazione della devianza. Con questo termine, si intendono le azioni, svolte da persone, che vanno contro le regole diffuse nella società e che perciò vengono considerate ingiuste o comunque non normali dalla maggioranza degli individui. Inoltre, la maggior parte dei sociologi, sembra concordare sul fatto che, l'aggressività si manifesta sopratutto come comportamento collettivo, il quale può produrre effetti aggregati, ovvero la somma delle azioni di tutti gli individui della folla, ed effetti emergenti cioè quelli che non erano stati previsti dalle singole aspettative.

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L'antropologia culturale

L' antropologia culturale, ovvero quella disciplina che studia tutti i popoli della terra e li mette a confronto, ci dice che l'aggressività, se prescindiamo dal modo in cui si manifesta, è universale, visto il considerato che in tutti i popoli può accadere che un un individuo compia azioni che mirano a provocare un danno agli altri oppure a se stesso. Comunque, secondo alcune statistiche, la popolazione più pacifica che fino ad ora si conosca è l'Islanda, mentre al culmine della violenza ci sono l'Afghanistan e la Siria, protagoniste di varie guerre che mietono un maggior numero di vittime.

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La psicologia

Facendo ricorso alla frustrazione, un senso di fallimento e sconfitta, che sopraggiunge quando siamo proiettati verso una meta e a qualcosa che ci impedisce di ottenere ciò che vogliamo, la psicologia è in grado di rispondere alla domanda del perché (in questi casi) alcuni individui rivelano un'alta forma di aggressività. A questo proposito infatti, un gruppo di ricercatori dell'Università di Yale, nel 1939, sviluppò una concezione definita: la teoria della frustrazione-aggressività. Nel corso degli anni, la disciplina psicologica, ha continuato ad interrogarsi sull'argomento proponendo nuove teorie. Ad esempio, secondo una nota ideologia, tutti noi impariamo fin da piccoli, ad avere un minimo di comportamento aggressivo, ma solo alcuni li apprendono al punto di diventare persone aggressive. A tal proposito è decisivo l'ambiente in cui si vive e, se, circondato da persone da temperamenti alquanto discutibili, che giovano sul comportamento del bambino quando diventerà grande. La psicologa, inoltre, svolge varie funzionalità per il comportamento aggressivo di una persona come il tirar fuori gli eventi passati a tal fine di renderla consapevole del perché ha un temperamento così aggressivo e nella maggior parte dei casi anche discutibile.

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