Scienza della Terra: i terremoti

tramite: O2O
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Introduzione

I terremoti sono tra le catastrofi naturali più terrificanti che conosciamo. Sebbene quotidianamente i movimenti della Terra siano migliaia, la devastazione che alcuni fenomeni sono in grado di provocare è davvero impressionante e resta impressa nella memoria di tutti come una vera e propria ecatombe, sia a livello di danni materiali che in termini di perdite di vite umane. La parola "terremoto" deriva dal latino "terrae motus" ovvero "movimento della terra". Benissimo questa traduzione fa comprendere di cosa stiamo parlando. Nello studio della Scienza della Terra, è uno degli argomenti più trattati, e non a caso, dato l'eco che gli effetti hanno sulla popolazione mondiale. Come si crea un terremoto? Quali sono gli effetti? Vediamolo brevemente nella presente guida.

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Quando parliamo di terremoti, parliamo anche di ipocentro ed epicentro. Di cosa si tratta? L'ipocentro è il punto da cui si originano queste onde sismiche. L'epicentro ne rappresenta, invece, la proiezione sul suolo terrestre (proprio in questo punto, solitamente, si riscontrano i danni più rilevanti). I rumori e boati che si solito precedono le scosse sono dovuti al fatto che le onde sismiche passano dal suolo all'atmosfera.

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Esistono tre tipologie di onde sismiche. Le onde di compressione (onde P) provocano un movimento oscillatorio, le onde trasversali (onde S) provocano un movimento sussultorio e le onde superficiali (onde L e R) sono un mix delle prime due e sono, quindi, le più distruttive.
I terremoti sono misurabili dai sismografi attraverso le scale sismiche. Queste sono principalmente due, ovvero la Scala Mercalli e la Scala Richter. Il terremoto più forte della storia è stato in Cile nel 1960 (grado 9,5). Quello più dannoso, invece, risale al 1556 con oltre 830 mila vittime.

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Il terremoto è noto anche con altri nomi, quali sisma e scossa tellurica. Si tratta di una vibrazione (o oscillazione) della crosta terrestre che si genera nel sottosuolo a causa dello spostamento delle masse rocciose. Il suolo è formato da zolle che si intersecano tra loro. Quando queste si scontrano ne scaturisce una vibrazione, ovvero il terremoto. Non a caso, questi eventi si hanno maggiormente nelle zone di confine tra una zolla e l'altra (e le relative zone si chiamano zone ad elevato rischio sismico). Mediamente questo movimento dura meno di trenta secondi, anche se per i terremoti più forti che si sono verificati nella storia si è assistito anche a durate superiori al minuto.

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