Regole per coniugere i congiuntivi indipendenti in latino

tramite: O2O
Difficoltà: media
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Introduzione

Il latino non è una lingua facile, ma è molto studiata in tutte le scuole, per tantissimi e giusti motivi. Fra gli argomenti più difficili da trattare ci sono i congiuntivi, che imparando alcune regole, possono risultare molto semplici. Il congiuntivo, come tutti ben sappiamo è il modo della soggettività. Quando incontriamo un congiuntivo in una proposizione indipendente, ci troviamo di fronte ad un fatto non considerato nella sua realtà oggettiva, ma concepito come possibile. I congiuntivi sono stati divisi in due categorie, per motivi di praticità, ovvero: Con negazione "ne" e con negazione "non". I congiuntivi con negazione "ne" sono: esortativo, ottativo e concessivo, mentre quelli con negazione "non" sono: dubitativo, irreale, suppositivo, potenziale. Ecco quindi poche e semplici regole per coniugare i congiuntivi indipendenti in latino.

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Ottativo

L'ottativo (con negazione ne) è atto ad esprimere un desiderio o un augurio.
In italiano l'ottativo esiste, ma è molto raro e si esprime con i congiuntivi eventualmente accompagnati dall'espressione "O se". Invece, in latino è introdotto da "Untinam" o da "o si".
I tempi usati per le coniugazioni sono questi: Presente, perfetto, piucheperfetto e imperfetto.

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Esortativo

L'esortativo (con negazione ne/neve), esprime un'esortazione, un consiglio, un invito o meno spesso un imperativo nelle persone mancanti.
È necessario ricordare che l'imperativo in latino ha solo le seconde persone.
Questa volta il tempo usato per la coniugazione è solo il presente, raramente il perfetto.

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Dubitativo

Il dubitativo (con negazione non) è costituito da una preposizione interrogativa retorica, di cui però si sa già la risposta, ma questa è sottintesa. Per tradurlo in italiano dobbiamo ricorrere al condizionale del verbo dovere ed unirlo ad un infinito.
I tempi usati per le coniugazioni sono solo il presente e l'imperfetto.

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Potenziale

Il potenziale esprime la possibilità del verificarsi o meno di un'azione. In italiano per esprimere questo concetto si ricorre al condizionale del verbo potere unito all'indicativo futuro o all'infinito. I tempi usati per le coniugazioni sono: Il presente o talvolta l'imperfetto.

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Concessivo

Il concessivo (con negazione ne), serve per formulare frasi adoperate per concessioni o per l'ammissione di un qualsiasi fatto. I tempi che vanno usati per le coniugazioni con il concessivo sono: Il presente e il perfetto, utilizzati rispettivamente per esprimere la concessione nel presente e nel passato.

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Suppositivo

Il suppositivo (con negazione ne), è usato piuttosto raramente perché non è formulata un'ammissione ma una supposizione.
I tempi usati per la coniugazione sono i seguenti: presente e perfetto per le supposizioni ritenute possibili sia nel passato che nel presente, e l'imperfetto e il piucheperfetto per le supposizioni non vere sia nel presente che nel passato.

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Irreale

L'irreale (con negazione non) serve ad esprimere un fatto che sarebbe accaduto solo se si fossero verificate determinate condizioni, le quali condizioni non si sono però verificate. I tempi usati per le coniugazioni sono: L'imperfetto per il presente e con il piucheperfetto per il passato.

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