Regole d'uso dell'apostrofo

tramite: O2O
Difficoltà: facile
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Introduzione

Utilizzare correttamente la lingua italiana è davvero molto importante. Bisogna rispettare tutte le regole grammaticali se si vuole scrivere e parlare bene questo linguaggio. Un uso corretto della lingua aiuta ad ottenere valutazioni positive in ambito scolastico e lavorativo. Risulta dunque necessario fare molta attenzione alle principali regole di scrittura. In questa piccola e utilissima guida vi fornirò alcune regole basilari, precisamente quelle relative all'uso dell'apostrofo. Vediamo dunque come agire per riuscire a non commettere errori nella lingua italiana scritta.

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Coloro che abitualmente scrivono con la tastiera del computer devono assolutamente ricordare che, dopo un apostrofo, non si lascia mai uno spazio. Questa regola è davvero importante, soprattutto se vi trovate a redigere o correggere saggi e articoli di vario tipo. Scrivendo con la penna si può andare a mascherare questa grande lacuna. Attraverso il PC si vede invece subito dove sta l'errore.

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Un esempio riguardante le parole che iniziano per "H" è "Gliel'ho detto". Qui notiamo che l'elisione va a sostituire "Glielo ho detto". Così facendo, evitiamo una pronuncia meno scorrevole.
In sintesi, con l'elisione si rimuove la vocale finale della prima parola. In sostituzione, si va ad impiegare il fonema dell'apostrofo.

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Una terza regola d'uso dell'apostrofo riguarda l'articolo indeterminativo, che precede il sostantivo di genere maschile o femminile. In questo caso, ci troviamo di fronte ad uno degli errori più frequenti. Pensate che persino famosi giornalisti e articolisti commettono questo tipo di imprecisione.
Nei casi dove l'articolo indeterminativo "Un" preceda un sostantivo maschile, non bisogna mai utilizzare l'apostrofo. Questa regola vale anche quando il sostantivo inizia con una vocale. Le forme corrette sono "Un albero", "Un amico" e "Un altro".

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Un'altra essenziale regola d'uso dell'apostrofo riguarda l'impiego del termine "Po'". Tantissime persone commettono errori quando scrivono ad esempio "Vorrei un po' di acqua" oppure "Mi sembra un po' piccolo". L'abbreviazione di poco si forma facendo seguire il "Po" con un apostrofo e non un accento. Il "Po" dunque non va mai accentato, bensì apostrofato. Questo perché l'apostrofo ha il ruolo di troncare la parola.

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Un ulteriore sbaglio comune e grave nell'uso dell'apostrofo? Quello di adoperarlo quando si scrive "Qual è". La seguente forma non andrà apostrofata in nessun caso. Scrivere "Qual è" con l'apostrofo è quindi un errore davvero pesante o meglio un vero e proprio orrore della grammatica italiana.

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Un'ultima funzione dell'apostrofo è quella di riformulare le date storiche, sostituendo il millennio oppure il secolo di riferimento. Qualora vogliate indicare il XV secolo, avrete l'opportunità di scrivere semplicemente '400. Allo stesso modo, l'anno 1979 potrete abbreviarlo scrivendo soltanto '79.

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