Proposizione interrogativa in latino

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Introduzione

La proposizione interrogativa può terminare anche in lingua latina con il segno di punteggiatura? (punto di domanda). La proposizione interrogativa latina può essere diretta, se svolge il ruolo di proposizione principale, o indiretta, se invece occupa posizione di proposizione subordinata. In entrambi i casi, come si vedrà, la proposizione interrogativa può essere disgiuntiva, ossia proporre una scelta tra due opzioni. In questa guida si analizzeranno, caso per caso, gli elementi necessari per identificare o costruire un'interrogativa latina.

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Prendere in considerazione la proposizione interrogativa diretta

Per prima, prendiamo in considerazione la proposizione interrogativa diretta: essa è la proposizione principale e termina necessariamente con il punto di domanda, in quanto vi si formula una questione posta direttamente all'interlocutore. Essa è espressa solitamente al modo indicativo, ma declina al congiuntivo se ha valore dubitativo o potenziale. Come già ti abbiamo accennato, l'interrogativa diretta può essere semplice o disgiuntiva.

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Gli aggettivi, i pronomi e gli avverbi interrogativi

La proposizione interrogativa diretta semplice è introdotta da aggettivi e pronomi o avverbi interrogativi (quae, uter, ubi, cur,...). Vediamo qualche esempio:
- Cur iustitia laudatur? [Cicerone]: Perché è lodata la giustizia?
- Ubi sunt qui Antonium Graece negant scire? [Cicerone]: Chi dei due renderebbe più facilmente ragione del proprio voto?

È possibile anche che l'apertura sia deputata a specifiche particelle interrogative, quali -ne enclitica, num o nonne (forse?).

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La proposizione interrogativa diretta disgiuntiva

La proposizione interrogativa diretta disgiuntiva è invece introdotta solo da apposite particelle interrogative, che corrispondono agli italiani "o... Oppure": sono utrum/an, -ne/an o --/an. Vediamo alcuni esempi:
- Utrum hoc honestum an turpe est? [Cicerone]: Questo è onesto o disonesto?
- Pater eius rediit an non? [Terenzio]: Suo padre è tornato o no?

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La proposizione interrogativa indiretta

Diversa situazione è quella reativa alla proposizione interrogativa indiretta: queste, difatti, sono proposizioni subordinate e dipendono da verbi quali chiedere, domandare, dubitare, pensare. Attenzione però che, mentre in italiano queste proposizioni possono trovarsi anche al modo indicativo, in latino invece possono coniugarsi solo al modo congiuntivo, secondo quanto prescritto dalle regole della consecutio temporum. Anche in questo caso, però, dobbiamo distinguere tra semplici e disgiuntive.

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Le proposizioni interrogative indirette semplici

Le proposizioni interrogative indirette semplici sono introdotte da pronomi, aggettivi o avverbi interrogativi; sono le stesse già viste in precedenza per le proposizioni interrogative dirette, con la sola differenza dell'introduzione del congiuntivo.

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