Processo civile: giurisdizione

tramite: O2O
Difficoltà: media
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Introduzione

Questa guida fornirà qualche delucidazione sulla giurisdizione dello Stato italiano. Molte leggi sono state scritte per la tutela dei cittadini, ma capita spesso di non comprenderle adeguatamente perché, per chi non è nel ramo, non è una cosa semplice. Per comprendere tutto il ramo della giurisdizione processuale dobbiamo prima distinguere tre filoni principali che sono penale, civile e amministrativo. La guida infatti spiegherà questi tre filoni, concentrandoci particolarmente sul ramo del processo civile.

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Come precedentemente detto forniremo una spiegazione per i tre tipi di processo, anche perché le varie differenze aiutano a comprendere meglio il processo civile. Partendo dal processo penale, il giudice si basa sulle informazioni ricevute durante l'atto del processo e seguendo le normative descritte nel Codice Penale, cerca di dare al cittadino che ha commesso il reato la giusta pena nel caso in cui sia colpevole. In un processo civile, invece, il dovere di un giudice, stavolta basandosi sulle normative inserite nel Codice Civile e su altre leggi complementari, è quello di risolvere le controversie che ha un cittadino privato quando reclama un proprio diritto. Il terzo tipo di processo, quello amministrativo, è simile a quello civile. L'organo di competenza è in questo caso il T. A. R. E si differenzia da quello civile perché richiede la presenza dei soggetti in causa e ha un numero limitato di mezzi istruttori.

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Il processo civile ha il compito di risolvere le controversie e raggiungere un giudizio finale. Ha tre caratteristiche fondamentali: è secondaria, perché è necessaria solo nel momento in cui la legge viene violata ed è successiva alla funzione legislativa; è strumentale, essendo soprattutto un mezzo per frenare infrazioni (di leggi che comunque già esistono); è sostitutiva, perché il giudice ristabilisce l'ordine fra le parti in causa ma non sarebbe intervenuto se non avessero violato la legge.

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Il processo civile si basa su un contraddittorio fra le parti, regolato da un giudice. Le parti sono un attore (chi chiama in causa per far valere un proprio diritto), un convenuto (chi è stato chiamato in causa e riceve la “domanda” da parte dell'attore) ed eventuali terzi, intervenuti o chiamati (a volte anche il pubblico ministero). Il convenuto, a sua volta, può poi proporre un'altra domanda all'attore (“domanda riconvenzionale”), avanzando le proprie richieste. È definita “domanda” l'istanza di tutela dei soggetti interessati ed è rivolta quindi sia al convenuto che al giudice. L'atto di citazione, in cui è specificato l'oggetto del processo (il contenuto della domanda), è infatti indirizzato ad entrambi. Per chiarire i motivi del contendere sono inoltre necessari alcuni elementi: il petitum immediato (la richiesta di un provvedimento), il petitum mediata (il bene della vita che il soggetto vuole ottenere) e la causa pendenti (la ragione per cui viene chiesto il bene).

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