Portoghese: grammatica di base

Tramite: O2O 10/10/2018
Difficoltà: media
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Introduzione

Il portoghese è la sesta lingua più parlata al mondo, e vanta un'espansione che parte dall'Europa (Portogallo) e giunge fino in America Latina (in Brasile, in particolare) e in diverse regioni africane. Il portoghese è una lingua romanza, e come tale segue una grammatica del tutto simile a quella di altre lingue romanze come l'italiano, lo spagnolo e il francese, calcate a loro volta sull'esempio della lingua e grammatica latina. Come è facile intuire, il portoghese e lo spagnolo, per esempio, presentano talvolta alcune regole grammaticali piuttosto simili, quindi chi già conosce lo spagnolo sarà agevolato nell'imparare anche la grammatica portoghese. Un'altra cosa che è bene tenere a mente è che il portoghese europeo, quello brasiliano e quello africano, per quanto simili tra loro, presenteranno naturalmente delle piccole differenze, proprio come tra la lingua inglese e quella americana. Se il vostro intento è quello di cominciare a masticare un po' di questa lingua, rifacendovi a regole generiche valide per ogni sua variante, questa è la guida che fa per voi. Ecco allora il portoghese: grammatica di base.

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Occorrente
  • Dizionario e libri della lingua portoghese
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Sostantivi

I nomi portoghesi possono essere solo di genere maschile o femminile, a differenze della lingua spagnola, in questo più simile all'esempio latino, in cui è presente anche il genere neutro. I sostantivi maschili di solito finiscono con "o", mentre quelli femminili in "a", proprio come in italiano e in spagnolo. È importante tenere a mente tale regola, poiché se si conosce indicativamente una traduzione basterà apporre la giusta desinenza per conferire alla parola il genere opportuno. Per esempio, le parole italiane figlio/figlia diventano in portoghese filho/filha. Per quanto riguarda la formazione del plurale, invece, di solito va aggiunta una "s" alla parola singolare, proprio come avviene di solito nella lingua spagnola, in quella inglese e in quella francese. Per esempio, una penna è una caneta, più penne sono delle canetas. Questa regola è valida sia per i plurali maschili che per i plurali femminili.

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Aggettivi

Le stesse regole di formazione maschile/femminile e singolare/plurale valgono anche per gli aggettivi. Questi ultimi naturalmente concordano col genere del sostantivo al quale si riferiscono, e dunque spesso terminano con la medesima desinenza di tali sostantivi, per esempio entrambi in "o" oppure entrambi in "a". Altre volte capita che alcuni aggettivi siano, in un certo senso, "neutri", ovvero utilizzabili sia per i nomi maschili che femminili: in tal caso finiscono in "e" piuttosto che in "o" o "a". Proprio come in italiano l'aggettivo intelligente può riferirsi sia a un sostantivo maschile che a uno femminile, lo stesso vale per la sua traduzione in portoghese, ovvero "inteligente". L'aggettivo in portoghese inoltre, a differenza di come accade per la lingua inglese, segue sempre il nome che accompagna, a parte per alcune particolari eccezioni, per esempio quando si vuole enfatizzare l'aggettivo ponendolo dunque in prima posizione.

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Pronomi

Per quanto riguarda i pronomi personali, utili da conoscere per poter essere adottati nel corso di una conversazione, essi sono i seguenti: tu/voi è você, ele è lui, ela è lei, nos significa noi, eles sono essi (maschi o maschi e femmine), e elas sono esse. In questa lingua non esiste un equivalente della parola inglese esso (it) e poiché le "cose" possono essere maschili o femminili, in portoghese si usa, a seconda dei casi, ele/ela/eles/ela. Questo perché il termine "cosa" non viene solitamente utilizzato: si preferisce il nome specifico di ciò che si sta dicendo.
Se si parla con un uomo o una donna anziana oppure con una persona importante come un direttore o un uomo politico, invece di utilizzare il confidenziale você, bisogna usare Senhor (che vuol dire signore) o Senhora (cioè signora), per dimostrare il rispetto dovuto. È bene ricordare che in portoghese non esiste il pronome di cortesia Lei così come lo intendiamo in lingua italiana, per cui "ela" dovrà essere utilizzato solo quando ci si riferisce effettivamente ad una terza persona singolare di genere femminile.

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Consigli
Non dimenticare mai:
  • Si consiglia di usare sempre la forma più cortese se ci si rivolge a persone non conosciute e nelle conversazioni importanti
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