Paradiso: appunti

tramite: O2O
Difficoltà: media
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Introduzione

La Divina Commedia, scritta da Dante Alighieri, è considerata, ancora oggi, una delle più importanti opere della letteratura italiana. Strutturata in tre cantiche (inferno, purgatorio e paradiso), essa affronta il viaggio immaginario del poeta attraverso questi regni ultraterreni. Lo scopo ultimo dello scrittore, nonché protagonista del poema, coincide proprio con il raggiungimento del Paradiso e, soprattutto, con la visione di Dio.
In questa guida, mediante dei semplici appunti, vi illustrerò le principali caratteristiche e peculiarità dell'ultima cantica.

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Occorrente

  • Divina Commedia (libro)
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Struttura e atmosfera del Paradiso

Il Paradiso, differentemente dall'Inferno e dal Purgatorio, presenta un paesaggio meno concreto e definibile, non percepibile mediante i cinque sensi umani. Esso è composto dai cieli e dall'Empireo: i primi corrispondono ai pianeti; il secondo, invece, è costituito dalla luce e dall'amore spirituale. Il settimo cielo rappresenta, per Dante, un momento di passaggio: qui, infatti, gli angeli smettono di cantare e Beatrice (sua amata da sempre) smette di sorridere per permettere al poeta di "sopportare" quella peculiare esperienza mistica. L'empireo si differenzia, ancor di più, per la paesaggistica, per la geometria e per tutti quegli elementi naturali che conducono, in ultimo luogo, alla contemplazione della Trinità.

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Lo scopo di Dante

La cantica del Paradiso racconta, fondamentalmente, l'incontro di Dante con Dio. Questo incontro si dimostra portatore di verità e permette al poeta di salvarsi dall'errore umano. Nell'ultima tappa del suo viaggio, infatti, Dante recupera tutte le certezza della fede e riconosce in Beatrice (sostituta di Virgilio) la sua miglior guida. La donna si dimostra amorevole durante tutto il percorso e soltanto alla fine, nell'Empireo, affida il poeta a San Bernardo, il quale, metaforicamente, rappresenta l'ultimo "slancio" verso Dio.

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Stile e materia trattata

Il primo canto del Paradiso riprende il filo della narrazione interrotto nel Purgatorio e funge da introduzione per l'intera Cantica. Dante descrive sinteticamente una luca divina che si diffonde e, successivamente, invoca Apollo, protettore degli artisti. Tutte le altre muse, infatti, da questo momento in poi, non sono più in grado di aiutare e ispirare il poeta... Poiché la materia da lui trattata risulta essere troppo solenne. Anche lo stile linguistico si eleva e, nel secondo canto, Dante preannuncia la difficoltà di intraprendere il viaggio per coloro che sono privi di specifiche conoscenze teologiche. Il tema principale, come si è detto precedentemente, è appunto il viaggio verso la redenzione del poeta/protagonista che deve divenire un esempio per l'intera umanità. L'esperienza riconosciuta da Dante è quella della "trasumanazione", ovvero del superamento dei limiti e delle condizioni umane e terrestri.

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Consigli

Non dimenticare mai:
  • Leggere attentamente e più volte il testo
  • Parafrasare facendo molta attenzione a non stravolgere l'autentico significato delle parole
  • Ricercare informazioni sul vissuto di Dante Alighieri e sulle sue principali opere

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