Marx: pensiero sociologico

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Introduzione

Karl Marx si può considerare uno dei più grandi filosofi del Novecento. Proprio a lui viene attribuita la nascita del pensiero comunista, difatti le sue teorie socio-politiche fanno da base per questa dottrina di estrema sinistra. Marx nasce a Treviri nel 1818 e si dedica al giornalismo come principale professione. Qualche anno dopo si trasferisce a Parigi, dove incontra Friedrich Engels. I due filosofi collaborano per diversi anni e scrivono insieme diversi saggi e trattati di natura politica e filosofica. Due loro opere molto famose risalgono al 1845 e al 1847. Soprattutto il secondo lavoro è degno di nota perché si tratta di uno scritto che spiega nel dettaglio la visione di Marx e Engels contro il socialismo utopistico. Il 1847 è un anno davvero prolifico per Marx, il quale riceve l'incarico di redigere il manifesto della lega dei comunisti. Nel 1848 vedrà la luce anche il celeberrimo "Manifesto del Partito Comunista", una delle opere piú importanti scritte da Marx. Qui di seguito cercheremo di analizzare in maniera dettagliata quello che era pensiero sociologico marxista.

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Occorrente

  • Biografia e opere di Karl Marx
  • Conoscenza di base sulla politica
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L'esigenza di creare una società priva di differenze di classe

Nel 1864 Marx fonda la "Prima Internazionale", un'associazione internazionale dei lavoratori. Il pensiero di Marx è di stampo prettamente filosofico. Il tutto si sviluppa su una dimensione utopica, secondo la quale c'è bisogno di dar vita ad una società priva di differenze di classe sociale. Pur portando avanti questo ideale, Marx cerca di comprendere le basi storiche delle rivoluzioni. Egli fornisce un modello unitario che possa identificare le principali peculiarità del Capitalismo. Nelle "Considerazioni di un giovane sulla scelta del proprio avvenire", Marx, afferma che l'uomo può trovare una perfezione individuale solamente se agisce per il bene dell'umanità. In sostanza, i grandi uomini sono soltanto coloro che si impegnano a garantire il benessere della società.

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L'importanza della partecipazione alla vita politica da parte dei cittadini

Secondo Marx, il cittadino deve necessariamente interessarsi a ciò che succede nella vita politica del proprio Paese, altrimenti rischia di divenire automaticamente schiavo dello Stato. La chiave di volta che può rendere tutti quanti dei cittadini a tutti gli effetti sta nel superamento del contrasto che vi è tra la dimensione sociale dello Stato e l'egoismo individualista del popolo. Una partecipazione attiva da parte della società può portare alla vera rivoluzione. L'importante è agire in massa, abolendo tutti quelli che sono i dettami dell'individualismo. Marx sostiene che solamente il proletariato può essere a capo di questa rivoluzione intellettuale. Si tratta di insorgere senza usare la violenza, battendosi per i propri diritti in modo ragionato e non violento.

Continua la lettura
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La critica al Capitalismo e l'esigenza di rendere i lavoratori liberi

Marx critica apertamente il Capitalismo e il sistema su cui esso si fonda. Questo perché i lavoratori si trovano in condizioni di sfruttamento ingiustificato e devono far valere i propri diritti anche all'interno delle fabbriche in cui vengono sfruttati dal padrone. Quando l'uomo non ha modo di mostrarsi per ciò che è realmente, allora diviene succube della società, assumendo la connotazione di surrogato. In questo caso si parla di "alienzione". Marx punta invece alla creazione di una società comunista, in cui il lavoro venga suddiviso in modo volontario tra tutti i lavoratori, sena disparità né ingiustizie. Ciascun singolo può specializzarsi in ciò che desidera. Nello specifico, ognuno può svolgere una mansione che lo valorizzi e gli dia soddisfazione personale. L'uomo può così diventare un libero e autonomo cittadino, padrone di se stesso e del proprio destino.

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Consigli

Non dimenticare mai:
  • Per comprendere pienamente le teorie di Marx è necessario leggere qualche suo scritto.
  • Per orientarsi verso un personale pensiero politico, è opportuno documentarsi su quelle che erano le visioni delle varie fazioni.
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