Luigi XIV: biografia

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Introduzione

Luigi XIV il Grande, che per sua volontà fu anche denominato "il Re Sole" della Francia, nacque a Saint-Germain-en-Laye nel XVII Secolo (nell'anno 1638) e morì a Versailles nel 1715, regnò in Francia dal 1643 al 1715 lasciando un'impronta nella storia del suo Paese. Egli, con la sua politica innovativa e molto criticata, diede vita all'Assolutismo, ovvero quella forma di governo incentrata totalmente sulla figura del Re, che in questo caso era Luigi XIV stesso. Leggete attentamente i passi a seguire per conoscere tutta la biografia di Luigi XIV.

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Inizialmente la madre, la regina Anna d'Austria prese la reggenza del regno

Luigi XIV rimase orfano di padre (Luigi XIII detto anche "il Giusto") nell'anno 1643, la reggenza del regno fu assunta inizialmente dalla madre, la regina Anna d'Austria, con l'appoggio del Primo Ministro, il cardinale Mazzarino. La sua giovinezza fu fortemente influenzata dalle idee politiche di quest'uomo, formatosi all'ombra di Richelieu. Alla morte di Mazzarino, il re Luigi XIV (che ormai era divenuto ventitreenne e quindi adulto), prese le redini del regno, cominciando a realizzare il suo ideale di Stato assolutistico, riassunto nella celebre frase di Luigi XIV "Lo Stato sono io".

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Favorì la borghesia inserendola nelle cariche dello Stato

Per quanto riguarda la politica interna, Luigi XIV contribuì ad incentrare la Monarchia francese come punto di equilibrio fra le classi sociali. Egli favorì la borghesia, inserendola nelle cariche dello Stato attraverso incarichi pubblici e favorendone le attività economiche. Trasformò l'antica nobiltà di spada in nobiltà di corte, invitando le grandi famiglie aristocratiche a condurre una vita fastosa nella reggia di Versailles, costruita appositamente.

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Si avvalse di abili collaboratori

In campo economico, il re Luigi XIV si avvalse di abili collaboratori che lo supportarono per tutto il tempo, tutti fidati per la sua politica. Tra questi collaboratori, è bene ricordare il ministro delle finanze Colbert. Insieme, condussero una politica mercantilistica. Assicurando allo Stato il controllo delle attività produttive e commerciali portarono la Francia ad un livello superiore. In campo religioso invece, si scagliò duramente contro gli ugonotti dando vita al gallicanesimo, una forma di religione subordinata allo Stato, secondo i principi assolutistici.

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Attuò una politica estera molto aggressiva

Per portare a termine il suo obiettivo di grandezza attuò una politica estera molto aggressiva. Le direttrici dell'espansionismo francese furono principalmente due: Spagna e Olanda. Alla prima furono strappate le Fiandre, alla seconda la Franca Contea. Questa situazione portò alla coalizione delle principali potenze europee (lega di Augusta) che segnò l'inizio del declino militare e politico francese. La soffocante presenza dello Stato indebolì (alla fine del suo regno) tutta l'economia, la cacciata degli ugonotti privò il paese di migliaia di borghesi attivi nonché colti, l'aggressività militare si risolse in un completo isolamento dissanguando le casse dello Stato, il controllo delle classi sociali infine paralizzò la vita politica francese. Tutto questo insieme di contraddizioni portò alla lunga allo scoppio di quella rivolta sociale che tutti noi conosciamo come Rivoluzione Francese.

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