Linguistica generale: la morfologia

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Introduzione

Ecco alcuni appunti di Linguistica generale sulla morfologia. L’ambito di studio della morfologia è la struttura della parola. Dare una chiara e univoca definizione di “parola” non è impresa facile, semplificando, possiamo dire che la parola è la minima combinazione di morfemi, realizzata (spesso, ma non sempre) attorno a una base lessicale. È entità autonoma all’interno di una lingua e può rappresentare da sola un segno linguistico compiuto. La morfologia si occupa di studiare l’unità pertinente del primo livello di articolazione, in quanto forma dotata di significato, ovvero il morfema.

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Il morfema

Il morfema è la più piccola forma dotata di significato, è l’unità base dell’analisi morfologica. Si rappresenta tra parentesi graffe. È unità astratta quindi ha bisogno di qualcosa di concreto per essere pronunciato, ovvero il morfo, che è quindi la rappresentazione concreta del morfema. Possiamo avere una variante formale del morfema, ovvero l’allomorfo: è ciascuna delle forme in cui si può presentare uno stesso morfema. Come possiamo dire che si tratta dello stesso morfema? Bisogna vedere se l’elemento individuato ha sempre il medesimo significato e occupa la stessa posizione all’interno della struttura della parola.

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Tipi di morfemi

Esistono diversi tipi di morfemi, per questo è possibile fare due tipi di classificazione: una in base alla funzione svolta nell’attribuire il significato alle parole, la seconda basata sulla posizione assunta dal morfema all’interno della parola e sul modo in cui essi contribuiscono alla sua struttura. Nella prima classificazione possiamo distinguere tra morfema lessicale e morfema grammaticale. I primi rappresentano, nel vocabolario di una lingua, una classe aperta, sempre pronta ad accogliere nuovi elementi. I secondi costituiscono invece una classe chiusa. I morfemi grammaticali si suddividono in morfemi derivazionali (o derivativi) e morfemi flessionali (o flessivi).

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Classificazione

Una seconda classificazione dei morfemi può essere fatta in base alla posizione da loro assunta rispetto al morfema lessicale o radice, che costituisce la testa della parola. Da questo punto di vista possiamo distinguere tra morfemi affissi, che a loro volta si suddividono in prefissi, posizionati prima della radice, e suffissi, situati dopo la radice. In altre lingue abbiamo gli infissi, morfemi affissi inseriti dentro la radice, i circonfissi, affissi formati da due parti, una situata prima della radice e una seconda che si trova invece dopo la radice.

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