Lingua spagnola: i verbi

Tramite: O2O
Difficoltà: media
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Introduzione

Approcciarsi ad una lingua differente dalla propria non è mai semplice. Ci sono regole da imparare, termini da memorizzare, nuovi suoni da pronunciare e, inizialmente, tutto ciò potrebbe scoraggiare chi si accinge a studiare per la prima volta una nuova lingua. Fortunatamente, però, lo spagnolo è una lingua sintetica e molto comprensibile per noi italiani. Dunque, se avete in mente un viaggio in Spagna o se volete semplicemente imparare la lingua spagnola perché la trovate muy caliente, non vi resta che leggere questa breve guida. In seguito vi spiegherò una delle parti più complesse della grammatica, ossia i verbi. Ma, una volta imparati, vedrete che tutto il resto sarà una passeggiata!

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Come i verbi italiani, anche quelli spagnoli vengono usati per indicare un'azione e mutano a seconda della persona (prima, seconda e terza), del modo (indicativo, congiuntivo o imperativo), del tempo (passato, presente e futuro), dell'aspetto (perfettivo o imperfettivo) e della diatesi (attiva o passiva). Iniziamo ad esaminare questi punti. Dunque, quando si parla di "persona" ci si riferisce al nostro comune "io, tu, egli". Ognuna di queste persone ha una forma singolare e una plurale, tuttavia spesso il pronome soggetto viene omesso. La prima persona grammaticale nella forma singolare è yo e si riferisce alla persona che parla o compie l'azione, mentre nella forma plurale è nostros; la seconda persona è tù oppure vos o usted (a seconda del grado di confidenza che si ha con questa persona) e si riferisce al destinatario, mentre nella forma plurale abbiamo vostros o ustedes; la terza persona è el o ella (a seconda se sia di genere maschile o femminile) e nella forma plurale ellos o ellas.

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Per quanto riguarda il modo troviamo l'indicativo, il congiuntivo e l'imperativo. Il primo viene usato per affermazioni certe e convinzioni positive. Il secondo viene utilizzato per esprimere un'azione che si immagina o si desidera compiere. Il terzo invece, esprime comandi, richieste o divieti. Il tempo verbale serve ad indicare, invece, il momento in cui l'azione è avvenuta, avviene o avverrà. Si tratta, infatti, di passato, presente e futuro. Esistono, talvolta, anche azioni che non possono essere collocate in un tempo preciso, esse hanno quindi forma impersonale. Lo spagnolo possiede tre forme impersonali: infinito, gerundio e participio passato. L'infinito, che è la forma comunemente trovata nei dizionari, è facilmente riconoscibile grazie alle sue tre terminazioni: verbi che terminano in -ar della prima coniugazione, -er della seconda coniugazione, o -ir della terza coniugazione. Esempi: cantar (cantare), comprender (comprendere), vivir (vivere). Parliamo ora del gerundio. Come nell'italiano, è presente solo in frasi subordinare ed è riconoscibile grazie alle seguenti terminazioni: -ando per i verbi con terminazione in -ar, -iendo per i verbi con terminazione in -er, -iendo per i verbi con terminazione in -ir. Esempi: cantando (cantando), comprendiendo (comprendendo), viviendo (vivendo). Il participio passato, infine, è riconoscibile grazie alle terminazioni: -ado per i verbi che terminano in -ar, -ido per i verbi che terminano in -er, -ido per i verbi che terminano in -ir. Esempi: cantado (cantato), comprendido (compreso), vivido (vissuto).

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Giunti a questo punto, possiamo finalmente parlare dei tempi. Questi ultimi possono essere semplici o composti. I tempi semplici (tiempos simples) sono: presente, imperfetto (preterito imperfecto), passato remoto (preterito indefinido) e futuro (futuro simple o futuro imperfecto). I tempi composti (tiempos compuestos) sono invece: passato prossimo (preterito perfecto), trapassato prossimo (preterito pluscuamperfecto), il passato remoto (preterito anterior) e il futuro anteriore (futuro compuesto). Analizziamo ora l'uso dei tempi semplici. Il tempo presente viene utilizzato per esprimere: un'azione nel momento in cui la si compie, un'azione fatta abitualmente, una verità non delimitata nel tempo, un'azione accaduta in passato ma accettata nel presente come fatto storico, un'azione che avverrà in futuro con certezza, oppure, in alcuni casi, può essere usato con valore imperativo. L'imperfetto viene utilizzato per esprimere: un'azione fatta abitualmente in passato ma della quale non si può definire temporalmente la fine, un'azione in fase di compimento in cui subentra un'altra azione, una situazione del passato, e, in alcuni casi, può essere usato per esprimere gentilezza. Il passato remoto può essere usato per esprimere: un'azione vista come completata, un evento accaduto mentre subentra un'altra azione, una relazione passata vista come terminata. Il tempo futuro viene utilizzato per esprimere: un'azione fatta nel futuro, un'incertezza o una probabilità, un comando o un obbligo, e, infine, una cortesia. Tutti i tempi composti, invece, sono formati dall'ausiliare haber + il participio passato del verbo principale.

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