Lingua giapponese: gli aggettivi

tramite: O2O
Difficoltà: difficile
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Introduzione

Generalmente l'aggettivo in giapponese va a qualificare il nome a cui è preposto, ha un uso ben diverso dalla lingua italiana e può costruire un predicato, senza l'aiuto di un verbo. Vi sono ben sei forme di coniugazione che vengono utilizzate, ciascuna in una particolare costruzione. Attraverso questa guida vi sarà spiegato quali sono gli aggettivi nella lingua giapponese e i principali utilizzi che se ne fanno.

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Occorrente

  • Grammatica di lingua giapponese
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Gli aggettivi vengono usati in finzione attributiva che predicativa

Gli aggettivi nella lingua giapponese sono tutti qualificativi e flessibili. A differenza di quelli che troviamo nella lingua italiana, non si distinguono in dimostrativi, possessivi e interrogativi. La loro flessione si chiama "coniugazione", e non "declinazione", in quanto non dipende né dal genere né dal numero. Essi vengono usati sia in funzione attributiva che predicativa. Ciò che dovete sapere sugli aggettivi giapponesi è che si suddividono in due fondamentali categorie: aggettivi in "i" (es. Atarashi-i =nuovo) e in "na" (es. Kantan-na = facile). Il momento in cui si vuole costruire una frase con più attributi si utilizza la forma " -te" che si ottiene per entrambe le categorie prendendo la radice e aggiungendo "kute" agli aggettivi in "i" e "de" agli altri. Per cui, ad esempio, FURUI (vecchio) diventerà "furukute" e "KIREINA" (grazioso) diverrà "kireide". La frase " un bambino piccolo e carino" sarà tradotta in giapponese con " chiisaKUTE kawaii kodomo".

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Usare "YORI" se si deve fare il paragone fra due o più elementi

A questo punto cercheremo di capire come si formano i superlativi e i comparativi. Il superlativo relativo viene costruito utilizzando la parola "ichiban" che significa "primo". Se per esempio dobbiamo dire "questa macchina è la più veloce" in giapponese tradurremo "kono kuruma ga ICHIBAN hayai desu". Se invece, dobbiamo fare il paragone fra due o più elementi, si utilizzerà "YORI" che accompagnerà il secondo termine di paragone. In tal caso una proposizione come "questo fiore è più grazioso di quello" sarà resa con "kono hana wa ano hana YORI kirei desu".

Continua la lettura
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Si utilizza la radice nella forma negativa presente e nel passato

Per coniugarli bisogna seguire delle regole ben precise. Nel primo caso avremo per il presente affermativo "atarashii" e "atarashii desu" (è nuovo). Nella forma negativa presente e nel passato si utilizza la radice, in questo caso atarashi (si toglie perciò la "i"), e si aggiunge "kunai" (non è nuovo), "katta" per il passato affermativo e "kunakatta" in caso di negazione. Stessa spiegazione per quelli della seconda categoria ma con alcune differenze: "kantanna" diventerà nella forma presente positiva e negativa "kantan da"/" kantandewanai", mentre al passato avremo "kantandatta" (era facile) e "kantandewanakatta" (non era facile).

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Consigli

Non dimenticare mai:
  • attraverso questa guida si vuole dare un riassunto esaustivo sull'uso degli aggettivi nella lingua giapponese. Per un approfondimento vi consiglio l'utilizzo di una grammatica giapponese.
Alcuni link che potrebbero esserti utili:

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