Lingua giapponese: come memorizzare i kanji

tramite: O2O
Difficoltà: media
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Introduzione

I kanji sono dei caratteri ideografici originari della Cina ed impiegati nella lingua giapponese: essi vengono utilizzati per rappresentare le parti invariabili delle espressioni linguistiche, dal punto di vista morfologico. Ciascuno di questi caratteri ideografici potrebbe rappresentare una radice verbale oppure di un aggettivo, nonché un sostantivo: nel corso dei secoli, si calcola che siano stati realizzati oltre 80.000 kanji, per cui riuscirli a memorizzare costituisce un’impresa veramente difficile e necessita sia di tempo che di esercizio. Nella seguente meravigliosa ed informativa guida che vi andrò ad esplicare nei passaggi successivi, pertanto, vi fornirò dei consigli davvero utili su come semplificare questo processo di memorizzazione dei kanji.

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Innanzitutto, dovete sapere che la metodologia classica che viene utilizzata anche nelle scuole giapponesi prevede di riscrivere ciascun kanji una molteplicità di volte, così come agli italiani viene proposto di fare nei primi anni delle scuole elementari per memorizzare i caratteri dell’alfabeto italiano: questo metodo necessita di un enorme sforzo grafico, visivo e d'attribuzione del significato.

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Un metodo più facile e divertente per memorizzare i kanji è quello proposto dal professore James Heisig nel suo libro “Remembering the kanji”: esso consiste nella scomposizione di un kanji in elementi maggiormente semplici e nella costruzione di una storia intorno ad essi.
Per esempio, è possibile ritenere il kanji relativo all'espressione “fratello maggiore” (riportato nella figura allegata all'introduzione della seguente guida) come formato da una bocca grande superiore e due gambe inferiori: adesso, occorre inventare una storia relativa a questo kanji e, quindi, potrete immaginare che il fratello maggiore abbia una grande bocca per mangiare e delle lunghe gambe per rincorrere i suoi fratelli.
Il metodo che vi ho appena descritto, però, insegna solamente a riconoscere l’ordine dei tratti ed il significato di un kanji, ma non la propria lettura.

Continua la lettura
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Per memorizzare anche la lettura di un kanji, all'utilizzo del metodo proposto da James Heisig, potrete affiancare la metodologia di alcuni software e siti web che consentono di effettuare degli esercizi di riconoscimento dei singoli kanji e di riportare direttamente nel database degli stessi la storia personale associata a quello specifico kanji.
Cosi facendo, si avrà l'opportunità sia di rileggere la vostra storia quando ve la siete dimenticata sia impiegare quelle proposte dagli altri utenti: cliccando sul kanji sarà anche possibile ascoltarne l'esatta pronuncia ed allenarsi cosi nella loro lettura.

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