Lingua cinese: le subordinate

tramite: O2O
Difficoltà: media
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Introduzione

Il cinese che solitamente studiamo noi occidentali è il mandarino moderno Pǔtōnghuà, traducibile come “lingua comune”. Si tratta di una lingua priva di una grammatica complessa come la nostra, ma ricca di variazioni sintattiche. Nella grammatica italiana le proposizioni subordinate sono quelle frasi che dipendono da un’altra per poter avere un loro significato compiuto e possiamo identificarne una ventina di differenti categorie. Una classificazione di questo genere non è immediatamente applicabile alla lingua cinese, che va pertanto analizzata caso per caso. In questa guida vedremo le principali tipologie di subordinate attraverso degli esempi con relative traduzioni.

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Partendo dal presupposto che la sintassi di base di una frase in cinese si struttura in Soggetto-Predicato-Oggetto, vediamo come costruire una proposizione piú complessa. Come regola di base possiamo stabilire che le proposizioni subordinate precedono quelle principali; la difficoltá sorge dal fatto che in linea di massima peró in cinese non si usano elementi connettivi. Partiamo da una subordinata oggettiva molto semplice, Io so che tu sai: Wǒ zhīdào nǐ zhīdào (io sapere tu sapere). È evidente il concetto di essenzialitá della sintassi.

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Una subordinata interrogativa indiretta esprime una domanda o pone un dubbio contenuto nella frase principale. Lui mi domanda cosa penso di te: Tā wèn wǒ shénme, wǒ xiǎng nǐ (lui domandare io cosa, io pensare tu). La proposizione causale esprime la causa di quanto contenuto nella reggente. Non bevo perché non ho sete: Wǒ bù hējiǔ, yīnwèi wǒ bùshì kě (io non bere perché io non essere assetato). In questo caso si utilizza l’avverbio di causa “perché” yīnwèi. Passiamo alle finali, ovvero quelle frasi che esprimono un fine o scopo. Siamo usciti per vedere il sole: Wǒmen chūqù kàn tàiyáng (noi andare fuori guardare sole). Anche questo esempio palesa la linearitá sintattica della traduzione cinese.

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Le temporali esprimono una relazione di tempo fra due frasi, spesso introdotte da congiunzioni. In italiano possono richiedere l’uso del congiuntivo, del condizionale, perfino del participio passato: Dopo mangiato, siamo andati al cinema: Wǎnfàn hòu, wǒmen qùle diànyǐngyuàn (cena dopo, noi andare cinema). Per la costruzione di questa subordinata ricorriamo alla congiunzione temporale hòu: dopo. La particella “le”, serve ad indicare la compiutezza dell'azione. Vediamo un altro esempio per applicare la locuzione "zhǐyào" mentre, intanto: Finché canteranno li staremo ad ascoltare: Zhǐyào wǒmen jiāng tīng dào tāmen chàng.

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Le subordinate modali esprimono la modalitá con cui si svolge l’azione principale. In italiano si costruiscono usando l’infinito preceduto da “con”, oppure il gerundio: Suonava leggendo lo spartito attentamente: Zhè tīng qǐlái zǐxì yuèdú défēn. Possono anche essere introdotte da “come, nel modo in cui”: Si comportava come se fosse arrabbiato: Tā de jǔdòng jiù hǎoxiàng tā hěn shēngqì. Fra le particelle piú utilizzate occorre ricordare: “zhe”, che deve seguire il verbo che esprime l'azione secondaria, per esprimere delle azioni che si stanno svolgendo nello stesso momento, ma delle quali una è la principale.

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