Lingua cinese: la struttura della frase

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Difficoltà: media
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Introduzione

La lingua cinese, dal punto di vista della pronuncia, dei toni e della scrittura dei caratteri si presenta in modo completamente differente rispetto a quella italiana. La prima cosa che salta subito all'occhio, infatti, è l'utilizzo di un alfabeto nettamente diverso rispetto al nostro. Tuttavia, per quanto riguarda la forma grammaticale, il cinese presenta alcuni aspetti molto simili alla nostra lingua. Uno di questi casi è rappresentato dalla modalità della costruzione di ogni singola frase. In questa breve guida andremo ad esaminare com'è costituita la struttura della frase in cinese.

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Occorrente

  • Libro di grammatica cinese
  • Dizionario, cartaceo o on line, italiano-cinese
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La struttura grammaticale delle frasi in cinese assomiglia, come accennato in sede di introduzione, a quella italiana (ma anche a quella inglese). La forma predominate è costituita, infatti, dalla sequenza che prevede l'uso del soggetto, poi del verbo, ed a seguire del complemento oggetto. Pertanto, nei casi più semplici, per costruire una proposizione sarà necessario iniziare con l'indicazione di chi compie l'azione, per poi seguire con l'introduzione del predicato verbale, e concludere con l'aggiunta dell'oggetto. È molto importante sapere che il verbo non deve essere accordato al genere o al numero del soggetto. In cinese, infatti, i verbi restano invariati, semplificando di molto la costruzione della frase rispetto alla lingua italiana. Ad esempio, le affermazioni "Io bevo caffè" e "Voi bevete caffè", presentano la stessa sequenza di vocaboli e la stessa costruzione del verbo, variando soltanto il tipo di soggetto. Per comprendere meglio, queste frasi si traducono rispettivamente "Wo he kafei" e "Ni he kafei".

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Quando all'interno della frase è necessario inserire degli aggettivi, occorre tenere bene a mente che questi si collocano sempre prima dell'oggetto o del nome. In questa maniera, "voi bevete caffè amaro" si tradurrà in "Ni he ku kafei", dove l'aggettivo "ku" significa appunto "amaro". Un altro importante aspetto di cui è necessario tenere conto è che la frase in cinese appare solitamente più snella e semplificata rispetto all'italiano, dal momento che non vengono utilizzati gli articoli ed i connettori. Continuando, per fare una maggior chiarezza sull'esempio già utilizzato in precedenza, anche se aggiungessimo l'articolo "il" alla frase "voi bevete IL caffè amaro", la resa in cinese non presenterebbe alcun cambiamento. La frase, pertanto, rimarrebbe "Ni he ku kafei".

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Queste regole appena descritte valgono per le frasi di tipo affermativo. Invece, per quanto riguarda le frasi interrogative e negative, il discorso diventa leggermente più complicato. Per poter porre una domanda in cinese esistono tre differenti modalità, che dovranno essere scelte a seconda del tipo di questione o del contesto. Riassumendo, la struttura della proposizione rimane la stessa rispetto a quella affermativa, ma occorrerà aggiungere in fondo alla stessa le particelle "ma", oppure "ne", o, ancora, ripetere il verbo utilizzato per due volte. Per costruire delle proposizioni negative, invece, è necessario inserire le particelle "bù" oppure "mèi" prima del verbo principale.

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