Letteratura: la poetica di Giovanni Pascoli

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Introduzione

La poetica di Giovanni Pascoli riflette tutto il suo disagio nei confronti della vita, da cui emerge la sua fragilità di individuo, nonché una perenne insicurezza dalla quale cerca di evadere tramite la scrittura. Il modo migliore che escogita per sfuggire da questa realtà, a lui non particolarmente gradita, consiste nel sottolineare tutti gli aspetti positivi della vita, a partire dalla fanciullezza. Tenta, quindi, di difendere agli occhi famelici del mondo quel bambino solo ed impaurito che sente fortemente in se stesso. Afferma, tramite la sua letteratura, che solo vivendo come un bambino si può raggiungere la felicità. Questa tematica era particolarmente sentita in epoca ottocentesca, tanto da determinare il successo del poeta. Vediamo ora quali sono i punti salienti della poetica di Giovanni Pascoli.

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I traumi dell'infanzia

Giovanni Pascoli, durante la sua crescita, accentua maggiormente le sue insicurezze ed arriva ben presto a sognare di poter rimanere un eterno bambino. L'idea che viene percepita dal mondo esterno su di lui è quella di un uomo solitario, che vive con estrema diffidenza tutto ciò che si colloca al di fuori dal suo nucleo familiare. Al tempo stesso, viene visto come un personaggio dotato di grande riflessività. D'altronde, tutta la poetica di Giovanni Pascoli fu fortemente influenzata dai traumi della sua infanzia. L'episodio dell'assassinio del padre, avvenuto quando aveva soltanto 12 anni, lo ha segnato profondamente, come anche la morte della madre solo un anno dopo. Sono stati lutti di fatto mai elaborati, che hanno reso la sua poetica molto innovativa per l'epoca in cui ha vissuto. Lo conferma la meravigliosa e struggete lirica "La cavalla storna", in cui il poeta rivive l'episodio della morte del padre, rendendolo, così, eterno. Non è un caso, inoltre, che questa poesia faccia parte della raccolta "Canti di Castelvecchio", che il poeta dedicò alla madre. Pascoli si avvale di tre forme espressive: l'italiano, il latino e la formula di critico e commentatore di Dante. La poetica di Giovanni Pascoli ci regala espressioni genuine, a tratti rassicuranti, in quanto tutto viene raccontato tramite la visione di un bambino.

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La poetica del sociale

Giovanni Pascoli è anche un umanista, patriottico, che soffre nell'assistere alle lotte di potere e alle varie ingiustizie che coinvolgono la gente comune. Nelle sue opere, cerca di migliorare l'uomo, mettendolo di fronte ai suoi doveri etici, morali e spirituali. Sogna e descrive i popoli in perenne stato di pace, dove le diversità e gli aspetti critici sono superati dall'amore e dal rispetto reciproco. Nella poetica di Giovanni Pascoli il soggetto è solo, spiritualmente forte, severo verso gli usi comuni degli uomini adulti. I suoi versi ricordano i sentimenti più puri e portano alla mente immagini di fratellanza. Egli, inoltre, non focalizza la sua attenzione sugli amori tormentati. Per Pascoli, i misteri che complicano la vita degli uomini non esisterebbero se si vivesse con la spontaneità e la semplicità tipica dei bambini.

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La poetica del fanciullino

Giovanni Pascoli, al linguaggio generico e dotto contrappone la sua visione semplice e tecnica, precisa nelle descrizioni che fa dell'uomo e della vita. Secondo la sua visione, l'uomo non può raggiungere la felicità semplicemente elevandosi nel sociale. In verità, la pace interiore viene raggiunta nelle piccole cose, tramite semplici gesti spontanei. Anche se si attiene alle regole della metrica, rompe con la tradizione, riempiendo i suoi capolavori poetici con pause e riflessioni che si contrappongono alle inquietudini del tempo. Il poeta è un sognatore solitario e la poetica di Giovanni Pascoli continuerà a far sperare in un mondo meno combattuto, capace di avvicinare gli uomini con semplici regole di convivenza. Secondo Pascoli, dunque, l'infanzia rappresenta il luogo poetico per eccellenza, dove ritrovare tutte le tematiche trattate nei suoi versi. Gli occhi del fanciullino sono in grado di vedere le cose del mondo, dalle più belle alle più raccapriccianti, in un modo filtrato dall'ingenuità, dall'irrazionalità e dall'intuito infantili. E proprio vedendole in questa maniera si diventa capaci di renderle reali nella poesia, trovandone consolazione e recuperando il senso della vita.

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Consigli

Non dimenticare mai:
  • Poiché Pascoli elaborò la sua poetica del fanciullino più o meno nello stesso periodo in cui D'Annunzio elaborò la sua teoria del superuomo, risulterebbe interessante un confronto tra due poeti così diversi.

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