Letteratura: la poesia ermetica

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Introduzione

La poesia ermetica, meglio conosciuta in Letteratura come Ermetismo, si sviluppa in Italia a cavallo fra le due Guerre mondiali. Questa corrente letteraria, infatti, nasce negli anni Venti, per raggiungere le sue massime vette fra gli anni Trenta e Quaranta. Fu Francesco Flora ad usare per la prima volta (nel 1936) il termine "Ermetismo" in riferimento a questa corrente poetica. Flora usò questo termine in senso dispregiativo, sottolineando il rifermento al dio delle scienze occulte, Ermete. In questo modo egli intendeva infatti condannare, dalle pagine di un suo saggio, l'eccessiva introspezione e lo stile a suo dire troppo scarno e complesso tipici dell'Ermetismo.

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Una quasi totale punteggiatura e una estrema sintesi sono alcuni strumenti utilizzati dai poeti ermetici per esprimere il senso vuoto del Novecento

Lo stile è un'altra componente fondamentale attraverso la quale gli ermetici comunicano la complessità del momento in cui si trovano a vivere e la crudezza dei loro sentimenti. La solitudine e disperazione dell'uomo viene espressa infatti attraverso uno stile totalmente privo di fronzoli che si contraddistingue per la sua nudità. Un'estrema sintesi ed un'assenza quasi totale di punteggiatura sono alcuni degli strumenti utilizzati dai poeti ermetici per esprimere il senso di vuoto dell'uomo del Novecento.
Altri elementi caratterizzanti di questo movimento sono l'uso frequente delle analogie, una drastica riduzione del lessico, una predilezione per l'endecasillabo e l'uso di metafore.

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Capiscuola della poesia ermetica furono Eugenio Montale e Giuseppe Ungaretti

L'Ermetismo ebbe il suo nucleo più importante a Firenze dove si svilupparono anche due riviste importanti per questa corrente: "Campo di Marte" e "Frontespizio".
Capiscuola della poesia ermetica sono considerati due fra i più grandi poeti della nostra Letteratura, ovvero Eugenio Montale e Giuseppe Ungaretti. A loro fecero seguito altri nomi importanti quali Salvatore Quasimodo, Alfonso Gatto e Mario Luzi, solo per citarne alcuni. Molto importante, all'interno del Movimento, fu anche la figura del critico Carlo Bo, soprattutto per il suo saggio "Letteratura come vita" (1938) che molti hanno letto come un vero e proprio manifesto della poesia ermetica.

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I temi della poesia emetica sono strettamente legati al periodo storico in cui la corrente si siluppa

La poesia ermetica è figlia del decadentismo e in particolar modo si ispira ai poeti del simbolismo francese come Verlaine, Mallarmè e Rimbaud.
È importante ricordare che l'Ermetismo nacque proprio nel periodo in cui si sviluppò il Fascismo. Questa corrente poetica, infatti, sin dall'inizio prende le distanze dalla politica, contrapponendosi così a movimenti letterari fortemente politicizzati come il Futurismo.
I temi principali della poesia ermetica sono strettamente legati al periodo storico in cui la corrente si sviluppa. I poeti ermetici, infatti, abbandonano il positivismo e gli aspetti politici e sociali, per concentrarsi sull'uomo, sulla sua solitudine e sul suo spaesamento in un momento di guerre e dittature. Da qui nasce l'introspezione, spesso dai toni cupi, tipica dei poeti ermetici.

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