Letteratura italiana: Collodi

Tramite: O2O 09/06/2017
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Introduzione

Carlo Collodi, il cui vero nome era Carlo Lorenzini, nasce a Firenze nel 1826 e vi muore nel 1890. È stato un significativo rappresentante della letteratura italiana, noto al grande pubblico soprattutto per il suo libro più celebre, "Le avventure di Pinocchio" (1883), con cui ha reso l'omonimo burattino il protagonista delle prime letture di ogni bambino del mondo. Il suo nome d'arte, Collodi, è un omaggio al paesino in cui trascorse l'infanzia.

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Inizi della carriera

Collodi iniziò la sua carriera di scrittore e giornalista molto presto. Lavorando in giovane età come commesso in una libreria fiorentina, si appassionò subito al mondo della letteratura e dell'editoria. Avviò le sue prime pubblicazioni nel 1847, scrivendo per il periodico "L'Italia Musicale" e diede vita a diversi giornali. Tra questi, fondò "Il Lampione" che, censurato per le vignette satiriche, venne chiuso dopo i moti del '48 e poi riaperto da Collodi stesso nel 1859.

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Il suo primo libro per l'infanzia

Nel 1876 diede alle stampe il suo primo libro per l'infanzia, dal titolo "I racconti delle fate", in cui raccolse la traduzione di diverse favole di origine francese. Si occupò anche di scrivere alcuni testi che, come "Giannetino" e "Minuzzolo", vennero adottati dalle scuole dell'epoca. È nel 1881 che sul "Giornale per i bambini" iniziò a pubblicare, in puntate, la "Storia di un burattino", che prese poi il titolo di "Le avventure di Pinocchio". Due anni più tardi, terminati tutti gli episodi che narravano le vicende di un burattino di legno, le singole puntate vennero raccolte in un unico libro, intitolato "Avventure di Pinocchio: storia di un burattino".

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La fiaba di Pinocchio

La fiaba di Pinocchio riscosse un successo senza eguali, restando ancora oggi un capolavoro della lettura italiana conosciuto in tutto il mondo. L'opera di Collodi rientra tra i grandi classici e narra le avventure di un burattino, fondamentalmente buono, ma che si trova spesso in un mare di guai a causa delle cattive compagnie che incontra lungo la sua strada. Racconta, pertanto, una situazione in cui possono venirsi a trovare molti giovani.

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Invenzione di personaggi buoni

Per popolare il mondo di Pinocchio, Collodi inventa personaggi buoni (come il padre falegname Geppetto, il Grillo parlante che rappresenta la coscienza, o la Fata Turchina che alla fine premierà la buona fede del burattino) e personaggi che invece rappresentano il male (come il Gatto e la Volpe, Lucignolo e Mangiafuoco) dai cui i ragazzi dovrebbero tenersi alla larga. L'importanza di questo romanzo è immensa, tanto che la televisione e il cinema ne hanno tratte diverse rappresentazioni, tra cui segnaliamo quella della Walt Disney che ha realizzato un cartone animato, amato tutt'oggi da grandi e bambini.

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