Latino: la consecutio temporum

Tramite: O2O
Difficoltà: media
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Introduzione

Molti amano le lingue antiche, considerate, erroneamente, "morte", una di queste lingue è il latino, forse la lingua madre della maggior parte degli idiomi di gran parte dell'Europa e del mondo in generale. Non sempre questa viene amata, anzi spesso rappresenta l'incubo di molti studenti. Nella tradizione grammaticale latina, i tempi di una clausola principale -almenoi tempi assoluti come il presente (facio), l'imperfetto (feci) e il futuro (faciam) - sonoconsiderati come denotazioni di momenti cronologici del tempo; ad esempio, come può esserevisto nel termine tempus, che ha sia un'interpretazione referenziale (tempo), che un'interpretazione linguistica (tesi), come il suo iponimi Praesens, praeteritum, e Futurum. L'ordine degli eventi cade intre fasi: per tutto ciò che ha un inizio, una crescita e una fine. Tuttavia, la corrispondenza tra la tensione e il tempo non è così semplice e sono presenti varie discordanze tra queste due dimensioni, come ad esempio: Praesens pro praeterito, Praesens pro futuro, Futurum propraesente (con connotazioni modali) e praeteritum pro praesente. Com'era prevedibile, gli usi non letterali sono più frequentemente trovati per il presente. Ecco questa famosa particolarità della lingua latina: la consecutio temporum. Si suggerisce caldamente di leggere attentamente e nel dettaglio la presente guida così da non commettere errori, ma da riconoscere subito questa forma latina. Buona lettura.

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Tempo principale

Partiamo dalla prima possibilità e cioè quella in cui si utilizza un tempo principale (ad esempio il presente o il futuro e l'imperativo), nella proposizione reggente. In questo caso, si usa il congiuntivo presente se le due azioni sono contemporanee, il congiuntivo perfetto se c'è un rapporto di anteriorità e il participio futuro + sim (congiuntivo presente del verbo essere) se intercorre una idea di posteriorità. Vediamo alcuni esempi. Ex te quaero quid agas, ti chiedo cosa fai --> contemporaneità. Ex te quaero quid egeris, ti chiedo cosa hai fatto --> anteriorità. Ex te quaero quid acturus sis, ti chiedo cosa farai --> posteriorità.

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Tempo storico

Se nella proposizione reggente vi è un tempo storico (imperfetto, perfetto e piuccheperfetto), si utilizza il congiuntivo imperfetto in un rapporto di contemporaneità, il congiuntivo piuccheperfetto se c'è una idea di anteriorità e il participio futuro + essem (congiuntivo imperfetto del verbo essere). Vi illustro degli esempi. Ex te quaesivi quid ageres, ti chiesi cosa facevi --> contemporaneità. Ex te quaesivi quid egisses, ti chiesi cosa avevi fatto --> anteriorità. Ex te quaesivi quid acturus esses, ti chiesi cosa avresti fatto --> posteriorità.

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Infinito

Se nella proposizione principale compare un infinito, bisogna considerare se si tratta di un infinito presente o passato. Nel primo caso, si dovrà seguire la correlazione dei tempi principali; nel secondo, quella dei tempi storici. Scire cupio cui haec dicturus sis, desidero sapere a chi lo dirai. Le proposizione interrogative indirette, che dipendono strettamente da una frase principale, seguono anch'esse le regole della consecutio temporum. Dic mihi cur taceas, dimmi perché taci. Adesso che la guida è terminata è possibile mettersi all'opera ed esercitarsi con le versioni latine che si possono trovare a questo link. Altri link che permettono la visualizzazione di altre pagine che mostrano più nel dettagli i vari aspetti del latino si trovano nella sezione "Link utili". Non resta che augurare buon lavoro e buona fortuna con eventuali compiti in classe o esami universitari.

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