Latino: i congiuntivi indipendenti

tramite: O2O
Difficoltà: media
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Introduzione

Il latino era una lingua parlata anticamente in gran parte dell'Europa, soprattutto nella zona mediterranea. Oggi, invece, è una lingua che non viene più parlata in nessuna parte del mondo, ma ciononostante viene ugualmente insegnata in alcuni istituti, uno su tutti il liceo classico. Anche se italiano deriva proprio dal latino, alcuni argomenti potrebbero comunque comportare delle difficoltà di apprendimento. Nella seguente guida era fatta una breve panoramica sui congiuntivi indipendenti.

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Tipi di congiuntivi indipendenti

I congiuntivi indipendenti si suddividono in due tipi: con negazione "ne": esortativo, ottativo, concessivo e suppositivo; con negazione "non": dubitativo, potenziale. Vediamoli nello specifico. Il congiuntivo esortativo esprime un consiglio, un'esortazione o un invito ma può anche esprimere un comando (in tal caso completa le persone dell'imperativo presente che ha solo 2 e cioè la seconda singolare e plurale; i comandi rivolti ad altre persone si traducono con il congiuntivo presente).

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La negazione

La sua negazione è "ne" (o nemo, nihil, nullus). Es.: Arma deponat (Cic.): deponga le armi. La congiunzione "e non" che lega un secondo ad un primo congiuntivo esortativo si rende con neve (o neu) se il primo è negativo, con neque (o neu o neve) se il primo è positivo.
Il congiuntivo ottativo o desiderativo esprime per l'appunto un desiderio o un augurio. Le espressioni "oh, se!...; voglia il cielo che...; volesse il cielo che..." corrispondono a utĭnam (o si). La negazione è "ne" (utĭnam ne, utĭnam nemo, utĭnam nihil, numquam). L'ottativo ha tutti i tempi del congiuntivo: 1) presente e imperfetto indicano il desiderio possibile ad effettuarsi nel presente o ad essersi effettuato nel passato; 2) imperfetto e piuccheperfetto indicano un desiderio ritenuto impossibile da effettuarsi nel presente o ad essersi effettuato nel passato. Es.: utĭnam homines semper vixissent: volesse il cielo che gli uomini fossero sempre vissuti!
Il congiuntivo concessivo formula la concessione o l'ammissione di un fatto.

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Il congiuntivo potenziale

Il congiuntivo potenziale esprime un fatto ritenuto come possibile o pensato da chi parla o scrive e quindi ritenuto eventuale. In italiano corrisponde al condizionale o all'indicativo futuro e il più delle volte una circonlocuzione col condizionale dei verbi "potere" o "dovere" (chi avrebbe potuto dire... O avrebbe detto?). La sua negazione è "non" e si usa: 1) il presente o perfetto per le possibilità nel presente o nel futuro; 2) l'imperfetto per la possibilità nel passato.

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