Latino: gerundio e gerundivo

tramite: O2O
Difficoltà: media
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Introduzione

Studiare le lingue è una bellissima cosa, permette, oltre che di comunicare con altre persone del resto del mondo, di conoscerne anche la cultura. Ma c'è una lingua, più antica e ancora oggi piuttosto studiata che è alla base della nostra attuale cultura, e che in tempi passati era la lingua usata per comunicare con il resto del mondo, stiamo parlando del Latino. Il latino è una lingua ancora studiata, soprattutto al liceo classico. Esso è alla base dell'attuale forma della lingua italiana, e studiarlo bene consente di conoscere ancora meglio le origini della nostra cultura. Essendo una lingua antica non è facile studiarlo, e apprenderlo richiede molta pratica ed esercizio, e anche molta pazienza. Come ogni lingua, anche il latino ha le sue forme verbali e una determinata struttura per le frasi, in questa guida ci proporremo di spiegare in maniera sintetica ma alquanto esaustiva il gerundio e il gerundivo, due forme molto ricorrenti in questa lingua. Il Latino ha spesso forme e tempi di verbi che non corrispondono a quelli della lingua italiana, pur chiamandosi nello stesso modo. Oppure possiede tempi che in italiano non trovano corrispondenza. Ad esempio possiamo citare il gerundio e il gerundivo. Cerchiamo di capire cosa sono e come vengono utilizzati, attraverso pochi ma semplici passaggi, in maniera veloce e pratica.

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Occorrente

  • Un po' di applicazione
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Differenze del gerundio latino con l'italiano

Cominciamo con il parlare del gerundio latino che, pur trovando corrispondenza in quello italiano, tuttavia è completamente diverso. Si tratta infatti di un nome verbale che ha sempre una forma attiva e che viene usato come se fosse la declinazione (dal momento che comunque di nome si tratta) dell'infinito persente. Il gerundio si forma infatti dal tema del presente, ed è presente in tutti i verbi, ovvero in quelli transitivi e intransitivi, ma anche negli attivi e nei deponenti. È importante ricordare sempre che il verbo sum e i suoi composti non possiedono gerundio, ma anche che il gerundio dei verbi deponenti ha forma e significato attivo e che l'accusativo va fatto procedere da 'ad' perché esprime un fine o uno scopo (mentre la funzione di oggetto viene svolta dall'infinito). Ma vediamo ora come il gerundio si declina nei vari casi: è necessario aggiungere alle quattro coniugazioni latine le rispettive particelle a, e, e, ie, più nd e le terminazioni della seconda declinazione nei dati casi. Eccezione fa la coniugazione mista in -io/ior, che vuole -ie della quarta coniugazione. Ma vediamo qualche esempio per capire in pratica la declinazione del gerundio latino. Proviamo a fare un esempio con un verbo deponente come sequor, sequi (seconda declinazione). Il gerundio si forma dal tema del presente, cioè sequ, aggiungendo e, nd e i, o, um, o. Capito come si forma un gerundio, veniamo al suo uso. Innanzitutto è necessario conoscere la funzione nominale dell'infinito. Non dimentichiamo che anche in italiano l'infinito può avere alcune funzioni grammaticali, ovvero essere sia soggetto che predicato nominale che oggetto. Ma in qualità di sostantivo, l'infinito in Latino può assumere anche la funzione di vari complementi: è proprio in questo caso che l'infinito latino diventa gerundio. Ad esempio, declinato al genitivo, il gerundio esprime la funzione di 'di chi, di che cosa?' (esempio: 'puer cupidus legendi est', 'il ragazzo è desideroso di leggere'), mentre al dativo assume la funzione di fine (esempio: 'puer legendo operam dat', 'il ragazzo si applica a leggere'). Declinato all'accusativo esprime invece funzione di direzione o scopo (esempio: 'legati ad colloquendum venerunt', 'gli ambasciatori vennero a discutere'), mentre declinato all'ablativo esprime una funzione strumentale (esempio: 'legendo puer discit', 'leggendo il ragazzo impara').

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Funzione del gerundivo

Diversa è invece la funzione del gerundivo. Si tratta di un aggettivo verbale in –ndus, -nda, -ndum che si forma con le stesse modalità del gerundio dal tema del presente, ma adoperando le terminazioni di un aggettivo della prima classe. Il gerundivo è assente nel verbo sum e nei suoi composti e nei verbi deponenti gerundivo e supino sono le sole forme con un valore passivo. Il gerundivo ha sempre valore passivo, è posseduto (a parte qualche eccezione nella perifrastica passiva) solo dai verbi transitivi, compreso i deponenti, e concorda per genere, numero e caso con il sostantivo a cui è riferito. Il gerundivo esprime l’idea del dovere e della necessità, che in italiano si rende tramite la perifrasi. Un esempio: 'puer laudandus', 'il ragazzo da lodare' oppure 'che deve essere lodato'. Bisogna ricordare che le perifrasi con cui in italiano si rende il gerundivo si traducono sostanzialmente con un infinito nominale, è per questo che il gerundivo è considerato una sorta di sinonimo del gerundio.

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Usi e praticabilità


Il gerundivo e il gerundio sono infatti facilmente sostituibili, soprattutto per il fatto che il gerundivo non compare nella lingua italiana. Qual è la somiglianza che accomuna queste due costruzioni? Vediamo degli esempi. 'Spes vincendi pugnam', 'la speranza di vincere la battaglia'; il gerundio genitivo, come abbiamo detto in precedenza', ammette spesso la costruzione con l’accusativo: se ora analizziamo questa frase, il soggetto (la speranza) ha come verbo un infinito nominale (di vincere) e un oggetto (la battaglia). 'Spes pugnae vincendae', 'la speranza della battaglia da vincere'; in questo caso a cambiare è la sintassi, poiché dal soggetto (la speranza) dipende il suo oggetto (della battaglia), che a sua volta ha come attributo un infinito nominale (da vincere). Ovviamente, dovendo tradurre in italiano, non si userà mai quest’ultima costruzione, poco fluida, ma tradurremo 'la speranza di vincere la battaglia', ovvero la traduzione della frase con il gerundio. Ciò non toglie che il latino preferirà sempre il gerundivo.
Imparare il latino, come detto all'inizio non è facile, ma con un po' di applicazione e il giusto metodo di studio, tutto diventerà piuttosto semplice e con il tempo leggere frasi in latino e tradurle non sarà più così difficile. La pratica sta alla base di ogni buon apprendimento, ed è una parte fondamentale dell'apprendimento. Non mi resta quindi che augurare buon studio a tutti.
Alla prossima.

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