La teoria dell'evoluzione

Tramite: O2O 01/05/2017
Difficoltà: media
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Introduzione

Animali e pianti sono organismi viventi, suddivisi in ordini e in famiglie. La loro classificazione è possibile perché esistono le specie che raggruppano gli essere viventi, in modo più o meno omogeneo. Tramite la teoria dell'evoluzione della specie, riusciremo a spiegare come avviene la differenziazione tra gli organismi. Oltre a questa teoria però ne esiste un'altra con diverso pensiero. Vediamole entrambe.

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La teoria creazionista

Come abbiamo precedentemente detto, esistono due teorie che ci spiegano l'enorme variabilità dehli esseri viventi presenti sulla nostra terra: quella creazionista e quella evolutiva. La teoria creazionista, chiamata anche fissista o fissismo della specie, sostiene che le specie attualmente viventi sul nostro pianeta siano state tutte create da Dio nel momento della creazione e rimaste immutate nel tempo.

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La teoria evolutiva

La teoria evolutiva invece, sostiene che le specie abbiano avuto origine da antichi progenitori primitivi, i quali si sono successivamente diversificati in maniera progressiva. Secondo questacteoria dunque le specie si sono sviluppate nel tempo. Il primo scienziato che ha formulato questa teoria è stato l'inglese Charles Darwin. Con l'Origine della specie, pubblicata nel 1859, Darwin cercò di mettere nero su bianco il suo pensiero riguardo all'evoluzione graduale degli esseri viventi. Questa teoria fornisce alcune risposte a molte domande riguardanti le specie e le classificazioni degli esseri viventi sulla Terra. In poche parole, questa teoria sostiene che tra tutti gli esseri viventi ci siano dei legami di parentela e che ogni specie derivi da una precedente, a seguito di vari processi di cambiamento. Viene definita teoria e ciò potrebbe far pensare che si tratti di una semplice raccolta di ipotesi. Occorre, tuttavia, precisare che dal punto di vista scientifico una teoria si basa su una serie di concetti collegati tra loro in maniera coerente.

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Cosa è veramente l'evoluzione

Il modo migliore per capire cos'è l'evoluzione è quello di guardarsi intorno e riflettere. Proviamo a comprendere il tutto con un esempio pratico, ovvero quello di due fratelli. Entrambi appartengono alla medesima specie (quella dell'Homo Sapiens), hanno lo stesso sesso ma non sono uguali. Dal punto di vista biologico, possiamo dire che i due fratelli presentano un fenotipo diverso tra loro. Il termine fenotipo deriva dal greco phainein ("apparire") e týpos ("impronta"). Il fenotipo è, dunque, tutto ciò che di caratteristico si può osservare in qualsiasi organismo vivente, da contrapporre al termine di genotipo. Quest'ultimo, invece, si riferisce al patrimonio genetico di un individuo, con tutte quelle informazioni contenute nel DNA. I fratelli, quindi, non presentano stessi fenotipi (hanno un aspetto differente) in quanto i loro genotipi sono diversi tra loro.
È bene chiarire che possono esistere due individui con lo stesso patrimonio genetico. È il caso dei gemelli, o di un albero che nasce grazie al trapianto di un ramo di un altro albero. In entrambi, diremo che il genotipo è lo stesso.
Proseguendo con l'esempio precedente, supponiamo che due gemelli abbiano ereditato entrambi la tendenza ad ingrassare. Se, però, uno dei due mangia in misura minore, il suo peso risulterà sempre inferiore rispetto a quello del gemello che mangia di più. Quindi, si ereditano gli stessi caratteri ma ognuno può svilupparli o meno.

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