La teoria degli atti linguistici di Austin

tramite: O2O
Difficoltà: difficile
16

Introduzione

Il titolo che abbiamo impostato a supporto della nostra guida, vi spiega già in partenza molto bene cosa andremo a trattare al suo interno. Nei quattro passi che seguiranno la breve introduzione, vi spiegheremo la teoria degli atti linguistici di Austin. Possiamo subito incominciare con le nostre valutazioni su questa tematica, che ritengo particolarmente interessante.
Nell'anno 1955, il filosofo e linguista inglese John Langshaw Austin sostenne una lezione nella prestigiosa Università di Harvard intitolata “How to do things with words” (ovvero "Come fare cose con le parole), durante la quale nacque ufficialmente la nota teoria degli atti linguistici. Essa è fondata sul presupposto che, con un "enunciato" (sequenza sintatticamente definita di parole esprimenti un senso compiuto), non soltanto si descrive soltanto il contenuto di un concetto (sostenendone o negandone l'autenticità), ma è possibile eseguire delle reali azioni comunicative finalizzate all'esercizio di un particolare influsso sul mondo circostante.

26

La teoria degli atti linguistici

Il linguista inglese Austin sostiene che tutta la nostra comunicazione a livello verbale, dev'essere intesa come una vera e propria azione e, conseguentemente a questa premessa, l'enunciato che viene espresso non è scollegato dal resto ma è collegato. Qualsiasi tipologia di enunciato viene sia detto che fatto, oppure può indicare uno stato in cui si trova il soggetto. Facendo un esempio, potremmo immediatamente cogliere meglio i contenuti. Partiamo dall'enunciato: "Mio padre dorme sul divano". Questo enunciato va a esplicitare delle sfumature differenti di significato, e non è semplicemente una frase detta esclusivamente per descrivere una determinata situazione. In base al contesto questa frase può cambiare il suo significato: se una persona viene a casa e pronunciamo quella frase, l'enunciato può significare "non parlate ad alta voce perché potreste svegliare mio padre"; se invece pronunciamo quella frase al telefono, magari stiamo comunicando al nostro interlocutore che non possiamo parlare di un argomento, perché il padre potrebbe svegliarsi e sentire. Insomma, ogni frase non è solo descrittiva, ma in base al contesto, invita inevitabilmente il nostro interlocutore a fare un'azione. Per spiegare meglio, propongo un altro esempio: A: "Gradiresti un caffè?"B: "no, grazie, non bevo caffè." Nella semplice risposta di B, A è invitato ad offrire qualche altra bevanda a B, anche se quest' ultimo non l'ha richiesta esplicitamente. La risposta di B non solo descrive un'azione, ma nello stesso tempo ne compie un'altra, e cioè quella di mettere A in condizione di offrirgli qualche altra cosa da bere. B si aspetta quindi che A tenga un comportamento conforme alle sue aspettative. In base a queste osservazioni, il filosofo inglese classificò gli atti linguistici secondo una teoria generale che non individua le varie tipologie di enunciati, ma scompone il singolo enunciato nei tre livelli in cui può essere analizzato.

36

L'atto locutorio

Andando a occuparci dell'atto locutorio, esso possiamo definirlo come il potere di riuscire a costruire un determinato enunciato andando a esprimerlo tramite un lessico che sia appropriato al contesto e alle regole della grammatica della lingua parlata. In questo modo, riuscirete a diffondere un determinato significato volontariamente e razionalmente a terze persone.

Continua la lettura
46

L'atto illocutorio

L'atto illocutorio è l'intenzione che viene perseguita pronunciando un enunciato, ovvero il fine verso cui l' enunciato mira e il modo in cui esso invita ad essere interpretato. Facendovi un semplice esempio, l'enunciato specifico:"in questa stanza c'è aria viziata", si pone come obiettivo quello di andare ad annunciare preventivamente all'interlocutore di turno che si sta andando ad aprire la finestra o, in alternativa, lo si sta invitando a farlo personalmente.

56

L'atto perlocutorio

Conseguente all'atto illocutorio, è la terza componente dell'atto linguistico, ovvero atto perlocutorio che indica quindi l'effetto che s'ottiene pronunciando un enunciato. Le reazioni di un atto illocutorio, possono essere svariate: possono invitare l'interlocutore a fare qualcosa, possono suscitare emozioni positive o negative, Nell'atto perlocutorio, quindi, il parlante si prende carico delle conseguenze di ciò che ha pronunciato.
Andnado a concludere il ragionamento che abbiamo compiuto all'interno di questi quattro passi, vorrei consigliarvi un approfondimento tematico tramite alcuni link esterni, che vi ampino le conoscenze su questo contenuto. Eccovi un link che potrebbe esservi utile: http://www.filosofico.net/austin.htm.

66

Consigli

Potrebbe interessarti anche

Segnala contenuti non appropriati

Tipo di contenuto
Devi scegliere almeno una delle opzioni
Descrivi il problema
Devi inserire una descrizione del problema
Si è verificato un errore nel sistema. Riprova più tardi.
Verifica la tua identità
Devi verificare la tua identità
chiudi
Grazie per averci aiutato a migliorare la qualità dei nostri contenuti

Guide simili

Superiori

Appunti sulla teoria della relatività

Avete dubbi sulla teoria della relatività e non sapete come risolverli? Non temete, in questo tutorial vi forniremo dei brevi appunti a riguardo.Prima di introdurre l’argomento, dovete avere chiaro il concetto di teoria della relatività. Il principio...
Università e Master

Appunti di chimica: i principi della termodinamica

La termodinamica è una delle branche più importanti di discipline come chimica e fisica. In questa guida saranno illustrati soprattutto gli aspetti riguardanti la chimica: si parlerà quindi di termochimica, più che di termodinamica, anche se i fenomeni...
Università e Master

Teorema dell'elemento primitivo: dimostrazione

La dimostrazione di un teorema, in qualsiasi campo matematico, desta da sempre molte difficoltà. Spesso i passaggi vengono spiegati molto velocemente e questo è causa di incomprensione da parte di chi si avvicina alla loro risoluzione. È pur vero,...
Università e Master

Teorema di Hartogs (teoria degli insiemi): dimostrazione

La matematica è una materia tanto affascinante quanto complessa. Una volta capita e compresi i suoi meccanismi studiarla risulterà molto più semplice, e in alcuni casi anche divertente. In questa guida parlerò di teoria degli insiemi, in particolare...
Lingue

Come imparare una lingua straniera

Riuscire ad imparare una lingua straniera da zero, è un processo non breve e abbastanza impegnativo, che richiede continuità nello studio e nell'applicazione pratica. Nel meccanismo d'acquisizione linguistica intervengono varie componenti. Esse si concretizzano...
Università e Master

Teorema di indefinibilità di Tarski: dimostrazione

Il teorema di Tarski sull'indefinibilità della verità dell'aritmetica è strettamente legato ai teoremi di Godel ed ai suoi studi: per questo partiremo dalla sua "matematica" per poi arrivare alle dimostrazioni di Tarski. La dimostrazione del teorema...
Università e Master

Teorema di Lebesgue: dimostrazione

Il Teorema di Lebesgue, conosciuto anche come teorema di Vitali-Lebesgue, nel campo dell'analisi matematica è una proposizione che determina l'equivalenza tra una funzione e la derivata del suo integrale, ovvero un operatore che associa alla funzione...
Superiori

Come calcolare il prodotto tra un monomio e un polinomio

Nel presente esplicativo tutorial funzionale andiamo a spiegare come calcolare facilmente il prodotto tra un monomio ed un polinomio. Questa moltiplicazione viene adoperata quando bisogna risolvere le equazioni e le disequazioni algebriche, che rientrano...
I presenti contributi sono stati redatti dagli autori ivi menzionati a solo scopo informativo tramite l’utilizzo della piattaforma www.o2o.it e possono essere modificati dagli stessi in qualsiasi momento. Il sito web, www.o2o.it e Arnoldo Mondadori Editore S.p.A. (già Banzai Media S.r.l. fusa per incorporazione in Arnoldo Mondadori Editore S.p.A.), non garantiscono la veridicità, correttezza e completezza di tali contributi e, pertanto, non si assumono alcuna responsabilità in merito all’utilizzo delle informazioni ivi riportate. Per maggiori informazioni leggi il “Disclaimer »”.