La sera fiesolana: analisi del testo

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Introduzione

In tale articolo andremo a trattare la sera fiesolana come l'analisi del testo, che comprenderà la poetica ed anche le idee del suo creatore cioè Gabriele D'Annunzio. La sera fiesolana rientra nelle Laudi. Esse sono cinque raccolte poetiche che si chiamano con il nome della costellazione delle Pleiadi. Il poeta vuole raccontare le sensazioni legate al tramonto dell'estate, al contatto della natura e l'imminente arrivo dell'autunno. Si vorrà qua esplicare il concetto di panismo dannunziano al massimo, che vede natura e uomo come parti di una realtà stessa. L'uomo, mediante l'immersione nella dimensione naturale, arriva perfino a percepire il Divino. Buona lettura e buon lavoro!

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La prima strofa descrive il momento dove sorge la luna

Gabriele D'Annunzio non si interessò molto a descrivere la vera e propria nascita della luna, quanto l'emozione che viene prima della sua comparsa. Quando la luna è alta nel cielo, il caldo arido si placa, così come tutti i sentimenti che corrodono l'animo. Il concetto del "fresco" allude anche in tal caso ai versi di D'Annunzio. La prima strofa descrive il momento dove sorge la luna. Anche in questo contesto, D'Annunzio utilizza l'analogia. I versi della poesia evocano il piacevole crepitio delle foglie del gelso. L'analogia spesso si accompagna ad altre figure retoriche, come l'allitterazione onomatopeica e la sinestesia.

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Vi indichiamo l'analisi del testo della seconda strofa

Proseguiamo con l'analisi del testo della seconda strofa del "La sera fiesolana". Essa inizialmente venne come "La pioggia estiva". D'Annunzio si prodiga rendendo la sonorità di ciascuna singola parola perfetta. Egli vuole infatti scegliere le parole, prestando attenzione al loro suono ed al potere evocativo della pronuncia. Anche qua ritornano i temi precedenti legati alla natura, come la terra, l'acqua ed i fenomeni atmosferici. Il poeta rende molto bene l'idea della metamorfosi con l'immagine del grano che lentamente ingiallisce. Nella terza strofa, infine, D'Annunzio si abbandona ai suoi amorosi pensieri. È sempre quella del sogno l'atmosfera. Le parole evocano momenti e scene ancora da vivere, come in una favola.

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Vi spieghiamo l'analisi del testo della parte finale

In quest'ultimo passo vi enunciamo la conclusione dell'analisi del testo. La sera è il periodo della giornata dove l'autore di sente maggiormente vicino alla natura, ed al tempo stesso alla sua innamorata. Pensa ed immagina alla notte che l'attende, anticipandone le sensazioni di speranza ed attesa. D'Annunzio evoca il rapporto d'amore mentalmente, mediante voli pindarici ed analogie. Immagina di amare la sua donna, generalmente, in una sera fresca di giugno, appena terminata la pioggia. L'atmosfera è suggestiva: la pioggia lascia spazio al ciel sereno, in un cambiamento lento che a malapena si percepisce. Paragona la sera alla dolce morte, e l'arrivo dell'estate alla ripresa lenta della primavera, annunciatrice sua.

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