"La sera del dì di festa" di Leopardi

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Introduzione

"La sera del dì di festa" di Leopardi va a configurarsi come uno dei sei idilli contenuti nei versi del 1826, sebbene la data di stesura del testo sia da collocare intorno alla primavera del 1820. Nel Canto leopardiano è possibile distinguere due motivi poetici: il vagheggiamento della notte di luna, dolce e chiara e serena, che si congiunge al ricordo di un'opera di Omero e la tematica del canto notturno che muore a poco a poco. Le tre immagini liriche centrali sono: un incantevole notte di luna; la vaghezza di una fanciulla che, ignara di lui, dopo essersi divertita nella festa, dorme nelle sue stanze; un canto solitario che si perde nella notte. Nella seguente guida analizzeremo la suddetta opera.

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Contrapposizione tra stati d'animo dell'uomo e della donna

Il canto si apre con l'immagine della notte, per poi focalizzare l'attenzione immediatamente su una giovane donna, evocata dal Leopardi soprattutto per la sua analogia con la natura. Allo stesso modo infatti, la fanciulla si mostra indifferente e schiva, del tutto disinteressata nei confronti delle sofferenze del poeta disperato. C'è dunque netta contrapposizione tra lo stato d'animo dell'uomo, tormentato e disilluso, e quello della donna, che serenamente riposa.

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Descrizione della falsa sembianza della natura

Il tema centrale del canto è senza dubbio una concezione temporale che inesorabilmente mina l'esistenza umana, contribuendo in via del tutto negativa, a cancellare le gesta degli individui e quanto essi siano riusciti a creare nel tempo. Le sensazioni visive e uditive che Leopardi restituisce attraverso una meticolosa descrizione della notte e in particolar modo del suo silenzio, possono esser considerati 'esemplari' di rara bellezza. Tutto è giocato sulla falsa sembianza della natura, amica dell'uomo solo ad una visione superficiale; essa è in realtà dotata di grande crudeltà poiché non fa nulla per rendere piacevole l'esistenza umana, ma piuttosto resta incurante dinanzi alle sofferenze degli individui.

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Collegamento tra la notte e lo stato d'animo del poeta

"Fieramente mi si stringe il core a pensar come tutto al mondo passa": è con questi versi che si apre la terza ed ultima parte de "La sera del dì di festa", componimento nel quale il poeta di Recanati sottolinea come sia impossibile porre fine al proprio dolore. Esplicito è anche il riferimento all'impero romano, silenziosamente decaduto. Alla base dello spunto leopardiano vi è la concezione di un tempo 'tiranno', che cinicamente porta via ogni umano accidente. Il tema della notte non è altro che la proiezione dello stato d'animo del poeta che in questa quiete lunare ha intuito come al mondo tutto passa e quasi orma non lascia.

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