La pedagogia di Maria Montessori

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Introduzione

Maria Montessori è stata tra le più grandi pedagogiste italiane; nacque a Chiaravalle, in provincia di Ancona, nel 1870 e morì in Olanda nel 1952 alla veneranda età di 82 anni.
Il suo primo piano ha campeggiato per anni sulle banconote da mille lire e alla sua vita si ispirò lo sceneggiato televisivo Maria Montessori - Una vita per i bambini.
Se leggerai questa guida ti darò alcune nozioni sulla pedagogia di Maria Montessori, il cui metodo praticato porta il suo nome ed è presente ancora oggi in 20 mila scuole del mondo.

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Tale metodo si basa sull'indipendenza psicologica del bambino; per far ciò, il bambino deve integrarsi con il proprio ambiente, il quale dovrà essere adeguato alle sue esigenze, e agire liberamente all'interno dello stesso. Le caratteristiche che questo ambiente deve fornire al bambino sono l'ordine, la pulizia, la limitazione degli strumenti e un accordo che faciliti gli spostamenti. L'ambiente deve stimolare la curiosità del bambino, che è la responsabile dell'apprendimento il quale deve svilupparsi attraverso l'utilizzo di materiali.

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Questi materiali sono di due diversi tipi: analitici e autocorrettivi; i primi sono focalizzati su peso, forma e dimensioni dell'oggetto mentre i secondi sono quelli in cui il bambino si corregge senza aver bisogno di alcun aiuto esterno.- I materiali sono quelli che la maggior parte di noi ha utilizzato all'asilo e alle scuole elementari come le aste numeriche, i regoli, le carte geometriche, le tavole matematiche, l'alfabeto stampato e altri ancora. Ci sono in commercio anche svariati libri che insegnano come creare questi "materiali montessoriani", da cui possiamo trarre aiuto noi genitori oppure coloro che lavorano ogni giorno a contatto con i bambini come le baby - sitter oppure le insegnanti della scuola dell'infanzia.

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Maria Montessori studiò ed analizzò quali erano le diverse fasi dell'apprendimento del bambino. La prima fase è quella della scoperta, che va dalla nascita ai sei anni, in cui il bambino esplora il proprio ambiente ed il mondo che lo circonda; la seconda va dai 6 ai 12 anni, periodo nel quale il bambino comincia a parlare, ad acquisire interesse per gli oggetti e adotta un comportamento sociale. La terza fase va dai 12 ai 18 anni ed è definita l'età dell'adolescenza, accompagnata da cambiamenti fisici e psicologici. La quarta ed ultima fase è quella che si estende fino ai 24 anni d'età in cui il ragazzo è ormai formato e può inserirsi nel mondo.

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Sebbene il metodo sia utilizzato con successo in tantissime scuole del mondo, che credono nell'efficacia riscontrata nel comportamento dei bambini, non sono mancate innumerevoli critiche; al suo metodo, è stato infatti contrapposto quello Agazzi.

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