La funzione di inchiesta del Parlamento

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Introduzione

La Costituzione della Repubblica affida al Parlamento italiano l'esercizio di quattro funzioni: quella legislativa, di controllo politico, di indirizzo politico e la funzione di inchiesta. Le quattro funzioni vengono svolte da entrambe le Camere, in virtù della scelta del bicameralismo perfetto effettuata dai Padri Costituenti. L'attribuzione della funzione di inchiesta al Parlamento corrisponde ad una duplice necessità. La prima è quella di consentire al legislatore l'acquisizione di elementi conoscitivi di fenomeni o di situazioni di particolare rilevanza sociale, come la criminalità mafiosa o il terrorismo e le stragi, al fine di orientare l'attività legislativa. La seconda necessità è quella di fare chiarezza su fenomeni particolarmente complessi e delicati della storia italiana che, se non opportunamente indagati, comprometterebbero l'idea stessa di democrazia. Leggendo questa guida, scopriremo in cosa consiste la funzione di inchiesta del Parlamento.

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L'articolo 82 della Costituzione Italiana afferma che ciascuna Camera può disporre inchieste in materie di pubblico interesse. Allo scopo possono essere istituite delle Commissioni, monocamerali o bicamerali a seconda che siano disposte da una o da entrambe le Camere. La composizione di tali Commissioni deve rispecchiare la proporzione dei gruppi parlamentari presenti in ciascuna delle due Camere, rispettando così la volontà popolare espressa attraverso il voto politico. La commissione d'inchiesta deve occuparsi delle indagini e degli esami con gli uguali poteri dell'autorità giudiziaria. Questo articolo ha la funzione di regolare il potere di inchiesta conferito al Parlamento per quanto concerne argomenti di interesse pubblico. Basta rammentare ad esempio le inchieste, avvenute durante la prima legislatura, sulla disoccupazione, sulla misera e quelle riguardanti episodi tumultuosi che spesso devastano la nostra penisola, valutare sia nella VII che nell'VIII legislatura, relativamente alla fuga di sostanze tossiche dallo stabilimento Icmea oppure quella sulla strage di via Fani.

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Le Commissioni di inchiesta eleggono al proprio interno un Presidente e lavorano utilizzando gli stessi poteri e gli stessi limiti proprio dell' Autorità Giudiziaria. Esse pertanto possono acquisire testimonianze, disporre perizie, nominare esperti, valutare prove documentali e testimoniali, procedere ad ispezioni e, qualora lo ritengano opportuno, richiedere all'Autorità Giudiziaria le risultanze delle eventuali attività di indagine già svolte.

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A differenza dell'Autorità Giudiziaria i lavori delle Commissioni di inchiesta non si concludono con sentenze ma con relazioni. Le relazioni conclusive possono anche essere più di una. Infatti ciascun commissario può presentarne una. Tali documenti vengono poi votati all'interno della Commissione e pertanto si possono distinguere le relazioni di maggioranza, votate dalla maggioranza dei commissari, da quelle di minoranza. Tra le Commissioni di inchiesta più conosciute e seguite dall'opinione pubblica ricordiamo la commissione di inchiesta sulla loggia massonica P2 e quella sul terrorismo e stragi.

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