La forma interrogativa in giapponese

tramite: O2O
Difficoltà: media
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Introduzione

Di certo le lingue orientali non sono di facile acquisizione. In particolar modo la lingua giapponese, data soprattutto l'incertezza sulle sue origini. Ma il fascino che emana questa cultura rende le sue tradizioni e la stessa lingua un polo di attrazione molto forte. Principalmente per gli appassionati di manga e anime. Coloro che desiderano apprestarsi all'apprendimento della lingua giapponese incontrano molte difficoltà. Specialmente senza un sussidio adeguato, come la frequentazione di corsi specializzati o docenti adatti. Già all'inizio imparare i caratteri di scrittura giapponese comporta non poche complicanze. Ed in seguito, dopo questo zoccolo duro, si dovrà affrontare lo studio delle strutture sintattiche, essenziali per la costruzione delle frasi. Tra di esse, una di quelle basilari è la forma interrogativa. Nei seguenti passi, vedremo come poterla articolare.

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Occorrente

  • Manuali; testi di grammatica giapponese; audiocorsi per imparare la lingua giapponese.
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La punteggiatura nella forma interrogativa giapponese

Per costruire la forma interrogativa in giapponese, il primo elemento considerevole è la diversità della punteggiatura. La lingua giapponese non si avvale del punto interrogativo, se non in alcuni casi particolari. Alla fine della frase interrogativa, si impiega generalmente solo il segno di interpunzione chiamato maru (。), il quale corrisponde al punto fermo dell'italiano. Per costruire una frase interrogativa in giapponese si dovrà seguire una semplice regola. Questa prevede la costruzione della frase con la particella か (ka) alla fine della frase, subito dopo il verbo. Sempre tenendone presente la diversa sintassi. L'intera frase andrà pronunciata con intonazione ascendente, esattamente come in italiano.

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Le eccezioni

Come avviene per tutte le regole, anche qui sussistono numerose e diversificate eccezioni. Nel linguaggio colloquiale, è prassi comune omettere il か (in particolare nei dialoghi tra uomini). Sempre in un contesto informale, è consentita anche la sostituzione del simbolo か con の (no) e l'uso, in questo caso, del punto interrogativo. Inoltre, non si può utilizzare か dopo il verbo だ ("da"), che significa "essere". È opportuno invece omettere "だ" ed inserire か subito dopo il nome al quale ci si riferisce.

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Le risposte

Alcune domande potrebbero prevedere una risposta ipotizzabile in "si"; oppure semplicemente "no". Come, ad esempio: - Hai mangiato oggi? - In questi casi sarà possibile replicare con "は い" (hai), per dire "si". E " いいえ" per dire "no". Esistono diversi tipi di espressione per il "si" e per il "no", ma i suddetti sono i più garbati. La domanda potrebbe invece richiedere una risposta che non sia semplicemente affermativa o negativa. Come ad esempio: - Questo vestito è bello, vero? - Quindi, nel caso di una domanda retorica, più correttamente alla fine della frase si aggiungerà ね (ne), anziché か. Oppure, se la frase è in forma piana, でしょう (desho). http://giapponesesemplice.blogspot.it/2008/11/la-forma-interrogativa-langolino.html.

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Consigli

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  • Solo uno studio tenace e costante offrirà buoni risultati.

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