La fine dell'Impero Romano d'Occidente

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Introduzione

L'anno in cui si fa risalire la fine dell' Impero Romano d'Occidente è il 476 d. C. In quell'anno, infatti, Odoacre, che era il generale a capo delle milizie germaniche dell'Impero, depose l'ultimo imperatore romano d'Occidente, Romolo Augusto. Per comodità di studio, questa data segna la fine dell' età antica e l'inizio del Medioevo. La crisi di questo impero e la conseguente caduta, non fu istantanea, ma è stato un processo lento e graduale, soprattutto a causa delle continue minacce delle popolazioni germaniche e barbare, che indebolirono questo grande impero. La guida descriverà le cause che determinarono la fine e definirà gli effetti che stabilirono un nuovo assetto, sociale e politico.

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Invasioni Barbariche

Le invasioni barbariche furono certamente determinanti. Inizialmente c'era una pacifica convivenza, tra i romani e questi popoli che si trovavano nelle regioni a confine. Alla fine del V secolo, però, tutta la parte occidentale dell'impero risultava ormai invasa dai Barbari, tanto che alla fine, riuscirono ad ottenere il potere militare. Lo spostamento in Occidente degli Unni, una tribù d'origine turca che in quel periodo travolse e mise in fuga intere popolazioni, scatenò un meccanismo che spinse molte etnie barbare ad invadere l'Impero. Spesso le popolazioni inseguite dagli Unni, si coalizzarono in federazioni che invasero a più riprese i confini dell'Impero, decidendo poi di stabilizzarsi all'interno.

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La crisi

L'inflazione e la crisi che colpì sia le campagne che i traffici commerciali, stremarono il popolo romano, che, già distrutto dal peso che avevano portato le continue guerre e pestilenze, era costretto ad arrendersi a poco a poco. Le scarse condizioni igieniche di quei tempi, favorirono la diffusione di epidemie, provocando molti morti e decimando ancora di più la popolazione. L'Impero Romano d'Oriente e quello d' Occidente, si indebolirono, soprattutto per quanto riguarda la loro coesione. Ciò portò ad inevitabile rivalità interne e conseguenti guerre civili. Le ricchezze dei due imperi, non furono distribuite equamente all'interno delle aree, e quindi si aggravò il peso fiscale nei confronti dei ceti più poveri, provocando anche un aumento della corruzione.

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I regni romano-barbarici

La caduta dell'Impero Romano d'Occidente portò alla formazione di Stati autonomi, appartenenti alle rispettive popolazioni barbariche e definiti regni romani-barbarici: il Regno degli Ostrogoti, dei Visigoti, dei Franchi, dei Vandali, dei Burgundi, dei Suebi e degli Anglo-sassoni. Questi stati cercarono di legare la civiltà romana con le esigenze barbare (la cristianità e il paganesimo, le leggi scritte dei romani e quelle non scritte dei barbari, le diverse lingue), ma la nuova situazione costringeva la popolazione indigena (romana o romanizzata) in una posizione subalterna, in una condizione di sudditanza straniera.

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