La filosofia di David Hume

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Introduzione

La filosofia è un argomento ostico ed infatti porta diverse problematiche agli studenti che devono studiarla. La guida in questione pone quella dello scozzese David Hume, nato ad Edimbrugo nel 1711 e morto nel 1776, esso fece parte dell'empirismo britannico, come anche Geroge Berkeley e John Locke. Lo scetticismo che emerge dalle riflessioni presenti nelle sue tante opere fa si da essere la sua caratteristica principale, in ciò è rinchiusa anche I dialoghi sulla religione naturale, quest'ultima fu pubblicata dopo che esso morì. Viene considerato inoltre un importante rappresentante dell'illuminismo scozzese, al pari di Adam Smith e Thomas Reid.

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Il pensiero

Hume asseriva che le percezioni della mente umana si distinguono in idee ed impressioni e che la conoscenza è frutto esclusivamente dell'esperienza. Quest'ultime sono ciò di cui si fa esperienza, mentre le prime sono solo la copia o il ricordo, più o meno vivido, delle idee. Solo le impressioni sono dunque i dati originali del conoscere. Nel Trattato sulla natura che fu realizzato nel 1738, viene espresso tale concetto che così racchiude il pensiero filosofico nonostante ci siano state delle sistematizzazioni e delle rielaborazioni.

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Il concetto


David Hume per quanto riguarda il concetto di causa sostiene che la relazione tra causa ed effetto non può viene mai conosciuta a priori sulla base del ragionamento. Essa deriva dall'abitudine a notare che si verificano costantemente determinate conseguenze a seguito di specifiche azioni o eventi. Infatti, per Hume non ci sono abbastanza elementi certi. Elementi per sostenere che, ad esempio, A causerà sempre B. L'uomo tende a pensarlo per la sua inclinazione. Cioè considerare la ripetizione di un evento come una regola universale. Tale posizione configura una radicale forma di scetticismo rispetto alle leggi della natura e a quelle scientifiche.

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La critica


Una forte critica sull'esistenza di una morale universale fu espressa da Hume nelle Ricerche sui sviluppi della morale che pubblicò nel 1751, il filosofo scozzese sosteneva l'idea di un bene relativo, in luogo di un bene assoluto. Secondo lui gli uomini utilizzavano i sentimenti ed il trasporto emotivo per le considerazioni etiche, mentre dovrebbero ragionare ed avere una propria logica. In particolare per Hume, la morale si basa e si sviluppa attraverso la simpatia che l'individuo prova nei confronti di chi percepisce come suo simile. I valori universali raggiunti tramite la razionalità sono invero la generalizzazione di casi etici personali che si condividono per motivi sentimentali di solidarietà e riconoscimento nei problemi dell'altro.

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Consigli

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  • Solo lo studio approfondito può farvi comprendere appieno la filosofia di David Hume. Per cui affrontate questo argomento con il piglio giusto.
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