La filosofia di Arthur Schopenhauer

tramite: O2O
Difficoltà: media
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Introduzione

La filosofia dell'800 si sviluppa in opposizione all'idealismo sistemistico di Hegel. I filosofi di questo periodo rifiutano, rompono, capovolgono il sistema del filosofo tedesco, recuperando tematiche che la "Ragione" o la "Razionalità" hegeliana avevano negato e sotterrato. Arthur Schopenhauer sviluppa il suo pensiero filosofico in questo clima di generale rifiuto impostandolo come forte critica sia al "Noumeno-Ragione" che alla visione ottimistica dell'hegelismo sostituendo, rispettivamente, l'irrazionale "volontà di vivere" e un pessimismo paragonabile a quello leopardiano. Nei passi di questa interessante guida vi saranno forniti degli utili suggerimenti per comprendere al meglio la filosofia di Arthur Schopenhauer illustre intellettuale dell'800.

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Schopenhauer illustra i cardini della sua filosofia

Nell'opera "Il mondo come volontà e rappresentazione", Arthur Schopenhauer illustra i cardini della sua filosofia e le critiche all'idealismo. Per Schopenhauer, a differenza sia di Kant sia della visione idealistica, il fenomeno altro non è che un "velo di Maya", un'illusione, un sogno, dietro al quale è velato il "noumeno", la vera essenza della realtà. Secondo la gneoseologia kantiana, invece, il fenomeno era la realtà ed il noumeno il "limite della conoscenza umana", il quale poteva essere, di volta in volta, "spostato in avanti" ma mai superato. La "rappresentazione" è molto simile a quelle che Kant definiva "forme a priori dell'intelletto", ossia degli schemi di cui l'uomo è dotato sin dalla nascita e che gli permettono di interpretare il mondo così com'è. Diversamente da Kant, che ammetteva molte forme a priori o categorie, Schopenhauer ne riconosce solo tre, che possono essere tutte riassunte nella "causalità": lo spazio, il tempo e la già citata causalità.

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L'uomo ha un grado di coscienza maggiore rispetto alle bestie

L'esistenza della "Volontà di vivere" è, secondo Schopenhauer, la causa di ogni male a livello cosmico. La volontà si traduce nell'uomo, il quale ha un grado di coscienza e di consapevolezza maggiore rispetto alle bestie od alle forze naturali. Per la propria natura il desiderio scaturisce da una situazione di insoddisfazione e inappagamento, ovvero da una condizione di dolore ma se questa condizione di dolore è causata dalla "Volontà di vivere" che è eterna, allora la vita umana sarà sempre sofferenza e l'uomo non riuscirà mai ad appagare tutti i suoi desideri.

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La liberazione del dolore tramite un percorso

Il filosofo ammette però la possibilità di liberazione dal dolore tramite un percorso che porta inevitabilmente all'annullamento della "Volontà di vivere". Anzitutto afferma che il suicidio non è un modo per eliminare la "Volontà", in quando l'uomo, pur di liberarsi da questo dolore, desidera la morte; il suicidio, inoltre non annulla la "Volontà" nella sua totalità, ma nega la vita al singolo, risultando in un gesto inutile. La vera via per liberarsi dalla "Volontà" e di conseguenza dal dolore, consiste dapprima nell'arte, successivamente nell'etica della pietà ed infine con l'ascesi. L'asceta, a causa della scelta di castità, umiltà, digiuno, povertà, sacrificio e autolacerazione, estirpa da se stesso il desiderio e la " Volontà". Il culmine dell'ascesi è il "Nirvana", il regno dell'assenza dell'esistenza.

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Consigli

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  • E' sempre utile effettuare una "comparazione" con gli altri filosofi del tempo
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