La deriva dei continenti in breve

Tramite: O2O 24/08/2017
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Introduzione

La deriva dei continenti fu esposta durante la riunione dell'Associazione Geologica, tenutasi nel museo di Senckenberg a Francoforte, precisamente il 6 gennaio 1912. La teoria di carattere geologico di Wegener è correlata alla scienza della tettonica a placche attuale. Alla base della teoria di Wegener esisteva un supercontinente, denominato Pangea, che si divise in diverse porzioni, indicate ognuna con il termine "continente". L'intuizione di Wegener trovò conferma attraverso l'osservazione dei margini dell'Africa e del Sudamerica: infatti, unendoli, si poté osservare che coincidevano quasi perfettamente, come un puzzle. La teoria sulla deriva dei continenti non fu subito accolta positivamente, infatti bisognerà aspettare fino al 1967, per una sua completa accettazione. In questa guida, a tal proposito, vi sarà spiegato in breve la deriva dei continenti.

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C'era un unico grande continente

Secondo Wegener, nel periodo Paleozoico, esisteva un unico continente, o meglio un supercontinente, chiamato Pangea, confinante con un superoceano, che lui definì Panthalassa. Il supercontinente iniziò a frantumarsi circa duecento milioni di anni fa e proprio la prima spaccatura della Pangea formò due supercontinenti, l'Eurasia (l'attuale Europa, Asia e Nordamerica) e la Gondwana (Sudamerica, Africa e Oceania). In seguito si verificarono ulteriori spaccature dei due supercontinenti. Queste zolle frantumate, con il passare del tempo, hanno raggiunto la configurazione attuale.

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Il movimento relativo delle placche diede vita ai terremoti

Attualmente esistono sette placche (denominate zolle) corrispondenti ai sette continenti, più circa una decina di microplacche. Il "galleggiamento", ovvero il movimento relativo delle placche, darebbe vita ai terremoti e secondo Wegener questi movimenti, non sono causati solo da forze meccaniche, dovute al rilascio di calore proveniente dal centro della terra, ma ha delle responsabilità anche il clima. La teoria della deriva dei continenti di Wegener, suscitò molte perplessità, forse nate dalla poca chiarezza espositiva dello scienziato, incapace di divulgare chiaramente la sua intuizione.

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La teoria ottenne una valenza scientifica

Successivamente, grazie allo sviluppo della tecnica sperimentale necessaria, la teoria ottenne una valenza scientifica. Infatti, la più grande dimostrazione di Wegener, sulla deriva dei continenti, consisteva nella simmetria tra costa africana e quella sudamericana, grazie al ritrovamento degli stessi fossili in entrambi i continenti. Questo portava a ipotizzare l'unione dei due continenti prima della scissione. Una prova ulteriore fu trovata tramite lo studio della conformazione degli antichi ghiacciai, osservando una congruenza tra quello esistito in Africa, India e Australia.

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Consigli
Non dimenticare mai:
  • Una prova ulteriore fu trovata tramite lo studio della conformazione degli antichi ghiacciai, osservando una congruenza tra quello esistito in Africa, India e Australia.
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