La "Critica del Giudizio" di Kant

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Introduzione

Salve a tutti in questa guida vi parlerò della critica del giudizio di Immanuel Kant poeta e filososo illuminista tedesco del tardo 700. Una delle sue composizioni letterarie più importanti come "La Critica della Ragion Pura" e quella della Ragion Pratica hanno conferito a Kant un dualismo come quello platonico. Nella Critica del Giudizio si proporrà quindi di conciliare le due "ragioni", cercando un collegamento tra di loro; lo farà trovando un'attività intermedia, il giudizio riflettente: esso è un'attività giudicatrice, un sentimento di finalità direttamente nella Natura. Ci fa sentire l'ideale identità tra meccanicismo e finalismo, tra determinismo e libertà, tra mondo sensibile e sovrasensibile, per permettere di spiegare la Natura. Il mondo sensibile è solo espressione armonica del mondo ultrasensibile. Foto: www. Bellodie. Altervista. Org

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Il giudizio teologico

Il giudizio può essere di due tipi: teologico, che esprime finalità sulla Natura, ed è un accordo tra concetto e forma dell'oggetto; estetico, che esprime finalità soggettiva, ed è un accordo questa volta con la nostra struttura conoscitiva. Quindi, in queste due forme, esso è vissuto dal sentimento, perché vuole creare un vero gioco armonico tra Fenomeno e Noumeno, nell'attività di conoscenza. Riguardo all'aspetto teologico, Kant sottolinea la tendenza naturale della mente a pensare finalisticamente: non ha carattere teoretico, o dimostrativo, bensì consente di trovare un accordo tra l'oggetto e il concetto.

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Il giudizio estetico

Il giudizio estetico mantiene l'anima in contemplazione, tanto da avere due caratteri fondamentali. Il primo è un piacere disinteressato, che si prova anche se l'oggetto non esiste: ad esempio quando si vive un'armonia vedendo l'alba o il tramonto, che lasciano l'uomo estasiato anche successivamente; il secondo è un giudizio universale, che si basa sulla struttura del soggetto che conosce, cioè gli esseri umani dotati di intelligenza.

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Il concetto di bello

Se il giudizio sintetico è un gioco armonico, il concetto di bello si spiega come armonia tra immaginazione e intelletto; si distinguono il bello libero, che riguarda le cose della natura e non presuppone concetti condizionanti, ed il bello aderente, riguardante le cose materiali, che dipende da un giudizio di ragione. Un'altra definizione è quella del sublime: esso è il libero gioco armonico, stavolta, tra immaginazione e ragione; poiché le due si contrastano l'uomo si troverà davanti all'incommensurabile, sentendosi insufficiente a contenerlo con l'immaginazione.

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