L'esistenzialismo di Jean-Paul Sartre

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Introduzione

L'esistenzialismo di Jean-Paul Sartre è un concetto fondamentale della filosofia francese del Novecento. Sartre è stato sicuramente uno dei più celebri letterati della Francia di questo periodo. Egli è soprattutto conosciuto per il suo approccio alla corrente dell'esistenzialismo che afferma l'individualità assoluta dell'uomo rispetto a tutti gli altri esseri viventi. Nella seguente guida pertanto verranno esposte, in pochi e semplici passaggi, alcune nozioni principali riguardanti questa teoria.

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L'uomo è libero

Sartre parte da un punto principale nella sua filosofia sottolineando che la vita è assurda e la morte cancella tutto quello che è stato fatto durante la propria esistenza. Sartre inoltre sostiene che l'essere umano ha la responsabilità e la libertà di tutte le sue decisioni e nell'universo non c'è Dio. Perciò il suo esistenzialismo è chiamato ateo.

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La libertà è essenza

A tutti quei principi che fungono come dei problemi da risolvere la soluzione risiederebbe nell'ottenere la libertà, la libertà di scelta che ci permette di sfuggire alla "nausea". Solamente con la libertà e la responsabilità di ogni azione, secondo Sartre, si può raggiungere davvero l'essenza.

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L'esistenza precede l'essenza

L'esistenza quindi precede l'essenza e sono le nostre azioni quindi a creare la nostra essenza. Il pensiero sartiano allora vuole forse ammettere che l'uomo esiste solamente in base alle azioni che egli stesso compie, che si plasma ed esiste in virtù delle scelte che compie nella sua libertà.

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L'umanità esiste

Secondo Sartre ad esistere quindi è la sola umanità. Gli animali e gli organismi vegetali occupano una posizione intermedia, le piante crescono, formano frutti, vivono e muoiono. Gli animali nascono, cacciano il loro cibo, emettono suoni, seguono gli istinti e muoiono. Ma né le piante né gli animali compiono scelte deliberate oppure si caricano di responsabilità.

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La libertà porta all'infelicità

Caricare l'uomo del fardello della responsabilità e della libertà di scelta sembrerebbe quindi affermare che, la libertà che risiede nell'uomo di crearsi da solo sia anche causa della sua infelicità. Si tratta senza dubbio di un quadro che si viene a delineare di una condizione dell'uomo moderno piena di incertezza, assurdità e insensatezza in cui egli si trova a lottare contro un mondo quanto mai reale ed ostile. Rappresentare quindi l'uomo come essere esistente, ad un livello superiore alle cose e agli altri esseri viventi che popolano la terra, sembra voler elevare l'uomo a soggetto capace di affrontare il mondo a suon di realismo e scappare così dallo stato di "nausea" che lo perseguita.

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