L'accusativo latino: guida al suo utilizzo

tramite: O2O
Difficoltà: difficile
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Introduzione

La grammatica latina è abbastanza particolare e il suo studio può, a volte, risultare di difficile comprensione. Tra le prime cose che si imparano vi sono i casi e le declinazioni. Proprio dei cosiddetti "casi" fa parte l'accusativo, insieme a nominativo, genitivo, dativo, vocativo, ablativo e locativo. Ognuno di questi casi, eccetto il nominativo (che rappresenta il soggetto), corrisponde a uno dei complementi utilizzati nella lingua italiana, ovvero, in ordine, complemento di specificazione, di termine, di oggetto, di vocazione e di tempo. L'accusativo corrisponde nel dettaglio al complemento oggetto. Ecco una breve guida sull'utilizzo dell'accusativo latino.

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Occorrente

  • Tempo e ore di studio per memorizzare le regole principali della formazione e dell'uso dell'accusativo.
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Le declinazioni

La lingua latina raggruppa tutti i sostantivi in 5 declinazioni, che si differenziano tra loro per le desinenze finali che le caratterizzano. La prima regola generale che bisogna imparare in merito all'accusativo latino è quella secondo cui a prescindere dalla declinazione di cui si parla e del genere d'appartenenza del sostantivo in oggetto, l'accusativo si forma aggiungendo la desinenza "-m" alla parola.

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I sostantivi

Il termine per eccellenza che viene utilizzato è "rosa, rosae" di cui il primo rappresenta il termine al singolare e il secondo al plurale. In base alla regola generale citata in precedenza, l'accusativo di questo termine sarà "rosam, rosas". È chiaro, quindi, come per la prima declinazione, in generale, si forma l'accusativo unendo alla parola la desinenza "-m" al singolare e quella "-s" al plurale. La seconda declinazione raccoglie al suo interno 3 diversi gruppi di sostantivi. Innanzitutto, vi sono i sostantivi in "us", come "lupus, lupi" che formano l'accusativo come nella regola generale, diventando, quindi, "lupum, lupos". I sostantivi in "-er" e "-ir", come "puer, pueri" diventano quindi "puerum, pueros". Per i sostantivi neutri, invece, si hanno delle variazioni. Infatti, l'accusativo, ad esempio, del termine neutro "bellum, bella" rimane "bellum, bella", ovvero identico, sia nella forma singolare che in quella plurale, al nominativo.

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L'accusativo plurale

La terza declinazione è quella più vasta, e per questo motivo per la formazione e l'utilizzo dell'accusativo vanno seguite diverse tipologie di regole, in base proprio alla tipologia di sostantivo difronte cui ci si trova. Per i sostantivi imparisillabi l'accusativo plurale rimane identico al nominativo. Il sostantivo "rex, reges" all'accusativo sarà quindi "regem, reges". I termini neutri imparisillabi rimangono identici al nominativo, sia al singolare che al plurale.

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Il nominativo

La quarta declinazione comprende i termini maschili e femminili in "-us" e i neutri in "-u". Con i verbi impersonali come "piget" (rincrescersi), "paenitet" (pentirsi), "taedet" (annoiarsi), "miseret" (aver compassione) colui che prova il sentimento espresso dal verbo regge l'accusativo, mentre la cosa regge sia il nominativo, che il genitivo, che l'infinito.

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Consigli

Non dimenticare mai:
  • Scrivendo in latino (e anche durante la fase di pronuncia) bisogna porre attenzione agli accenti posti sulle varie vocali. In particolare una linea dritta sta per accento lungo, mentre uno curvo sta per un accento breve.

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