Karl Mannheim: pensiero e opere

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Introduzione

Tra i sociologi e filosofi più importanti della storia, troviamo senza ombra di dubbio l'ungherese Karl Mannheim (1893-1947), uno dei massimi esponenti della cultura europea della prima metà del Novecento. A Londra Mannheim ottiene la docenza di sociologia alla London School of Economics e di pedagogia all'Institute for Education, di cui diviene anche direttore. Successivamente troverete, leggendo, "Karl Mannheim: Pensiero e opere" e scoprirete cosi tuttii suoi testi più significativi. Esso inoltre vi servirà come fonte di conoscenza sia a livello scolastico che per la vostra cultura personale. Saper più informazioni possibili di persone che sono state cosi importanti e che hanno fatto cose importanti, fa sempre bene all'anima.

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Sociologia della conoscenza

Karl Mannheim è il più importante esponente della Sociologia della conoscenza o del sapere.
Oggi essa designa una branca molto importante della scienza sociologica; infatti, Mannheim cerca di dar voce ad una problematica molto più complessa poiché vive in un'età di profonda crisi spirituale, politica e sociale.
Vengono superate le grandi concezioni idealistiche della realtà prodotte dalla filosofia ottocentesca. Ormai i valori si formano grazie ad opera di uomini concreti, situati in un contesto storico-sociale concreto. Per tali motivi, solo una sociologia del sapere potrà analizzare tali valori, dato che anche le concezioni più astratte si rapportano ad interessi e bisogni socialmente determinati. Da ciò ne deriva che il compito principale di un'analisi scientifica dell'Universo umano è quello di accertare le relazioni esistenti tra le idee ed i fatti, tra conoscenze ed interessi. Proprio per queste ragioni Mannheim fu accusato di Relativismo. Ma egli comunque pensa che la sociologia del sapere abbia la capacità di trascendere gradualmente, cogliendo le varie connessioni e realizzando integrazioni più ampie ed oggettive. E, secondo Mannheim spetta dunque agli intellettuali il compito di elaborare questa crescente integrazione.
I molteplici influssi dell'ambiente culturale tedesco e soprattutto del pensiero di Max Weber, fanno si che egli si distacchi dal marxismo della sua giovinezza, in grado di addentrarsi nell'ambito fenomenico della vita culturale e sociale.

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Ideologia e utopia

L'opera di Mannheim più importante e che tutti gli esperti e studiosi del settore conoscono è: "Ideologia e utopia" del 1929. In essa, lo studioso sviluppa una ben delineata tradizione intellettuale, il pensiero baconiano e la teoria degli "idola" della coscienza, ossia degli errori che ostacolano il retto sapere, il pensiero illuministico ed il suo proposito di denunciare tutti quei pregiudizi che impediscono di comprendere la realtà; non ultimo il pensiero marxiano ed il suo assunto secondo il quale la visione del mondo è mistificata a causa di interessi di classe ben precisi. La differenza tra questa tradizione e Mannheim è che mentre per Bacone, gli illuministi e Marx certe idee e credenze sono oggettivamente false, di converso per Mannheim la questione è più complessa. Da una parte determinate elaborazioni ideali sono effettivamente erronee poiché prodotte da fattori, spesso inconsci, che nascondono lo stato reale delle cose; dall'altra, l'erroneità di cui si è accennato non è altro che il prodotto superficiale dei giudizi formulati da certi uomini o dalla società. Appunto il Mannheim ambisce a studiare tali giudizi e le ideologie connesse, dando particolare attenzione alla dimensione mentale-soggettiva della loro genesi e della loro azione. Nota è la distinzione che egli fa tra ideologia particolare, che si riferisce alle idee e credenze del singolo individuo e ideologia generale che riguarda una più ampia dimensione che comprende ideologie dei proprietari terrieri, della borghesia. Mannheim privilegia appunto una ideologia generale.
Altro concetto importante è quello di "utopia", indicata in passato come una situazione non esistente nella realtà e realizzabile solamente in un altro spazio o luogo. Per Mannheim gli utopisti sono individui si scarsamente concreti, poco rispettosi della realtà effettuale ed incapaci di diagnosi corrette del mondo in cui vivono; tuttavia, egli ammira il loro proiettarsi verso situazioni o idealità nuove. L'Utopia si configura come una realtà che non c'è ma che può essere realizzata.

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Le sue altre opere

Tra le sue altre opere più importanti va ricordato Uomo e società in un'età di ricostruzione (1940) e Diagnosi del nostro tempo (1944). Mentre i più importanti saggi in lingua tedesca ed inglese sono raccolti tutti in tre libri dedicati alla sociologia che sono: Sociologia della conoscenza, Saggi di sociologia della cultura e Sociologia sistematica. Essi presentano problemi e categorie attorno a cui si è sviluppato un intero settore di studi e mostrano una visione più complessa del rapporto tra società e conoscenza. Mannheim va studiato a fondo se si vuol conoscere realmente la sua vita, oltre che informarsi tramite questi piccoli passaggi.

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