Immunologia: come si sviluppa un'allergia

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Introduzione

Negli ultimi anni sempre più persone lamentano manifestazioni allergiche nei confronti di alimenti, polline, acari, farmaci e altre sostanze. La manifestazione clinica, a carico principalmente del sistema respiratorio, intestinale e della cute, varia da persona a persona e può andare da una lieve irritazione fino all'anafilassi.
In generale, l'allergia è definita come un'eccessiva risposta del sistema immunitario nei confronti di sostanze innocue per la maggior parte della popolazione, definite allergeni. Ma come si sviluppa un'allergia? Cosa accade nel nostro organismo? Per comprendere i meccanismi che causano l'insorgenza della reazione, introduciamo innanzitutto qualche concetto di immunologia.

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Occorrente

  • Farmaci per ridurre la manifestazione clinica: antistaminici, corticosteroidi, simpaticomimetici
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Il sistema immunitario


Il sistema immunitario è definito come l'insieme di cellule, tessuti e molecole capaci di difendere il nostro organismo da qualsiasi insulto chimico, traumatico o infettivo.
È costituito da due componenti: l'immunità innata e l'immunità acquisita. La prima ha la funzione di garantire al nostro organismo l'iniziale protezione, è sempre attiva e non necessita di un primo contatto con la sostanza lesiva; la seconda invece si sviluppa più tardivamente ed è stimolata dall'esposizione all'agente infettivo stesso.
Tra le cellule più importanti dell'immunità innata si annoverano i granulociti e i fagociti: i granulociti, a cui appartengono i mastociti, gli eosinofili e i basofili, sono così chiamati perché presentano granuli contenenti importanti mediatori; i fagociti, a cui appartengono i macrofagi, sono invece così chiamati per la loro capacità di inglobare e digerire anche microbi intatti.
I componenti più importanti dell'immunità acquisita sono invece i linfociti. I linfociti T agiscono riconoscendo e distruggendo le cellule infettate da virus o batteri, i linfociti B agiscono producendo e rilasciando gli anticorpi (o immunoglobuline), che mediano a loro volta la risposta
immunitaria. Gli anticorpi si dividono in cinque classi (IgA, IgD, IgE, IgG, IgM) in base alla loro struttura, funzione e localizzazione.

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Il ruolo delle immunoglobuline E

Le reazioni allergiche sono spesso caratterizzate da una eccessiva produzione ed attivazione delle IgE.
Nel nostro organismo, queste immunoglobuline hanno l'importante funzione di proteggerci dalle infezioni di parassiti ed elminti e sono prodotte dai linfociti B localizzati a livello della mucosa bronchiale ed intestinale. Una volta rilasciate, le IgE si legano alla superficie dei granulociti, promuovendone la degranulazione, ovvero il rilascio delle sostanze in essi contenute, tra cui istamina e vari mediatori lipidici, che scatenano la risposta allergica.
Per ragioni non ancora ben chiarite, in alcuni soggetti il contatto con sostanze quali le proteine dei pollini, di certi alimenti, dei peli di alcuni animali, o con alcuni farmaci, induce l'attivazione della risposta IgE e viene così evocata una reazione di ipersensibilità.

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Le fasi della reazione allergica

La reazione nei confronti di un determinato allergene si sviluppa in due fasi distinte.
La prima, detta fase di sensibilizzazione, si verifica al primo contatto con la sostanza, che viene riconosciuta tempestivamente dai macrofagi e presentata ai linfociti B. Questi linfociti iniziano a produrre e a rilasciare grandi quantità di IgE, che si legano alla superficie dei mastociti, eosinofili e basofili, in attesa del secondo contatto con l'allergene. Durante le successive esposizioni alla stessa sostanza, le IgE inducono il rilascio dell'istamina e degli altri mediatori chimici, causando la manifestazione clinica della reazione allergica.

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Il ruolo dell'istamina

Le manifestazioni cliniche sono causate principalmente dal rilascio della proteina istamina.
L'istamina, legandosi a recettori specifici espressi a livello di diversi tessuti, provoca vasodilatazione, aumento della permeabilità capillare e contrazione della muscolatura liscia bronchiale e intestinale. È quindi l'istamina la principale responsabile dei sintomi allergici, quali rinite, asma, prurito e sintomi gastrointestinali. La forma più grave è rappresentata dallo shock anafilattico, caratterizzato da improvvisa caduta della pressione cardiaca e rigonfiamento delle vie respiratorie.
Per il trattamento delle reazioni allergiche si ricorre quindi all'utilizzo di antistaminici, che agiscono contrastando l'azione di questa molecola.

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Consigli

Non dimenticare mai:
  • Per capire se si soffre di allergia è possibile fare dei semplici test, ad esempio il RAST test, che consiste nella ricerca delle IgE nel sangue, oppure i test cutanei (prick test e il test di provocazione.).
Alcuni link che potrebbero esserti utili:

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