Il Paradiso di Dante: i personaggi principali

Tramite: O2O 28/04/2018
Difficoltà: media
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Introduzione

Il Paradiso è la terza cantica della Divina Commedia di Dante Alighieri, dopo l'Inferno ed il Purgatorio. Nel proemio il poeta dichiara la salita attraverso le nove sfere celesti fino all'Empireo e alla visione di Dio. Quindi invoca l'aiuto delle Muse e soprattutto l'ispirazione poetica di Apollo. Ad accompagnarlo verso l'ascesa al cielo c'è Beatrice. La funzione di quest'ultima è analoga a quella svolta da Virgilio nell'Inferno, ovvero di guida e maestra di Dante. Il rapporto tra i due è particolare, Dante si riferisce a lei usando il termine donna, mentre Beatrice, molto spesso lo rimprovera per la sua ignoranza in materia dottrinale. Vediamo chiaramente la classica visione della corrente stilnovista, già presente in altre opere dantesche. Nella seguente lista, però, cercheremo di ricordare alcuni dei personaggi principali presenti nel Paradiso di Dante, concentrandoci, soprattutto, su quelli più significativi per il poeta fiorentino.

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L'imperatore Giustiniano

Nel VI canto del Paradiso Dante incontra un'anima che si presenta come quella dell'imperatore Giustiniano. L'imperatore racconta il tempo in cui l'insegna imperiale giunse nelle sue mani ed in modo particolare della sua opposizione all'ortodossia cristiana. Inoltre ricorda la principale delle sue opere meritorie, ossia la stesura del Codice di leggi civili romane.
Tramite l'anima dell'imperatore romano scopriamo l'intera storia del potere e dell'Impero romano, partendo dalle sue origini troiane fino a giungere a Carlo Magno. Dante, si sofferma, sulle imprese di Cesare e Augusto per giungere poi al momento centrale della storia dell'umanità e della sua redenzione, la morte di Cristo sotto Tiberio. Nel Canto vi è poi una violenta invettiva politica e morale contro gli opposti partiti dei ghibellini e dei guelfi, i primi colpevoli di traviare il significato del potere imperiale, i secondi di contrastarlo. Giustiniano, infine, rivela a Dante che le anime di Mercurio sono quelle di coloro che in terra agirono bene per ottenere gloria e fame; per qeusto esse occupano n cielo così basso rispetto all'Empireo.

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San Tommaso d'Aquino

Nel X Canto, quello degli spiriti sapienti, Dante incontra San Tommaso d'Aquino, il quale indica al poeta una per una le anime di coloro che insieme a lui compongono la prima corona degli spiriti sapienti. Vengono nominati Alberto Magno, il canonista Francesco Graziano, il dotto Pietro Lombardo, re Salomone, Dionigi l'Aeropagita, il grande Severino Boezio, Isidoro di Siviglia e molti altri. Terminato l'elenco il Santo tace e tutta la schiera riprenda la danza e il canto, con un'indicibile armonia. San Tommaso d'Aquino, poi, è presente anche in altri Canti successivi.

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San Pietro

Nel Canto XXIV Dante incontra San Pietro. Beatrice usando l'immagine liturgica del banchetto di sapienza, intercede per Dante affinché i beati lo rendano partecipe delle loro conoscenze. Le anime si dispongono intorno a loro e iniziano una gioiosa danza in tondo, e la loro diversa velocità manifesta il maggiore o minore stato di beatitudine. Dalla corona di maggior pregio si avvicina la luce di S. Pietro, che gira intorno a Beatrice cantando con voce così sublime da essere indescrivibile per Dante. Il Santo inizia ad esaminare Dante sulla fede, chiedendogli di dire che cosa essa sia. Il poeta risponde che la fede è il principio su cui poggia la speranza nella vita futura, e la promessa da cui dobbiamo partire per ragionare su quanto non vediamo. Questa risposta viene approvata da S. Pietro il quale chiede a Dante quale sia la fonte della sua fede. Il poeta allora dichiara che essa deriva dalle Sacre Scritture.

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San Bernardo

Nel XXI Canto Dante si volta per porre nuove domande a Beatrice, ma al suo fianco trova un beato con aspetto di venerabile anziano; gli chiede subito dove sia la sua donna, e quello gliela indica già ritornata al suo seggio tra gli altri beati, nel terzo gradino dall'alto. Dante la può scorgere chiaramente e le rivolge un'estrema preghiera di ringraziamento, lode e intercessione, cui Beatrice risponde con un ultimo sguardo e un ultimo sorriso. Il beato si rivela come San Bernardo, dopo Virgilio e Beatrice è l'ultima guida del poeta nel suo viaggio verso Dio. Nel XXXII Canto il Santo indica a Dante le suddivisioni delle anime nell'anfiteatro celeste. La prima si sviluppa sul piano verticale: separati da una colonna di sante donne disposte in corrispondenza del seggio di Maria, e da una simmetrica colonna di santi e padre della Chiesa disposti sul lato opposto dell'anfiteatro, vi sono da una parte i beati che vissero prima della venuta di Cristo, e dall'altra quelli vissuti dopo.

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Vergine Maria

È forse il personaggio più importante di tutta la Cantica. Dante contempla la Vergine nei versi 88-114 del Canto XXXII. Gli viene indicata da S. Bernardo ed è descritta come l'angelo più luminoso tra quelli festanti. Tra quest'ultimi vi è anche l'arcangelo Gabriele, il quale affianca la Vergine in venerazione cantandole l'Ave Maria e tutti i beati e gli angeli si uniscono al coro. Il poeta ritiene che l'immagine della Madonna così come gli appare è ciò che più si avvicina alla figura e all'intensità di Dio. Il Canto XXXIII si apre con San Bernardo che eleva un intensa preghiera di lode alla Madonna, considerata come il più caritatevole tramite tra l'uomo e Dio, di cui è stata madre e figlia nel mistero dell'incarnazione.

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