Il Congresso di Vienna in breve

Tramite: O2O 19/03/2020
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Introduzione

Il Congresso di Vienna è stata una famosa conferenza tenutasi a Vienna tra la fine del 1814 e l'inizio del 1815 nel castello di Schoenbrunn, residenza estiva della famiglia austriaca degli Asburgo. Al Congresso parteciparono le principali potenze europee dell'epoca. Il loro scopo primario era quello di andare a ripristinare l'assetto territoriale preesistente prima della Rivoluzione Francese e delle Guerre Napoleoniche. Il Congresso di Vienna segnò inoltre il tentativo di ritorno all'Ancient Regime, ovvero a quel modello governativo in auge prima della Rivoluzione Francese, che deprivava nuovamente il popolo della sua forte coscienza politica per rimettere il potere nelle mani dei sovrani. Questa nuova era in seguito al Congresso di Vienna venne pertanto definita come "età della Restaurazione". Andiamo ora insieme ad individuare cause, sviluppi e conseguenze di questa famosa conferenza: ecco il Congresso di Vienna in breve.

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Rivoluzione Francese

La Rivoluzione Francese, esordita con la presa della Bastiglia (fortezza eretta entro le mura di Parigi e simbolo indiscusso dell'autorità, all'epoca in mano ai sovrani asburgici) e svoltasi tra il 1789 e il 1799, era nata a causa del malcontento dei cittadini francesi nei confronti della monarchia assoluta degli Asburgo, Luigi XVI di Francia e Maria Antonietta. Il popolo francese, grazie a questa importante Rivoluzione che sancisce in un certo senso l'inizio dell'età contemporanea, mise fine al Regno di Francia, ormai troppo lontano dalle esigenze suo popolo, ricorrendo per la prima volta alle decapitazione di due sovrani, fino ad allora ritenuti degni di diventare monarchi per diritto divino. Inoltre, dopo varie peripezie e scontri interni tra gli stessi rivoluzionari, il popolo francese riuscì ad instaurare la forma di governo repubblicana.

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Età Repubblicana

La Repubblica Francese di inizio Ottocento fu ben organizzata fin da subito a livello amministrativo e militare, tanto è vero che si difese adeguatamente dagli attacchi delle vecchie monarchie continentali (in particolare Impero Austriaco e Regno Unito, che volevano approfittare dell'instabilità politica dovuta alla Rivoluzione Francese per dominarne dei territori) e riuscì ad estendere addirittura i propri confini conquistando nuovi territori, soprattutto tra quelli strettamente limitrofi, senza andare in effetti ad innescare delle guerre di conquista tali da attirarsi le inimicizie delle altre grandi potenze europee. Nonostante ciò, questa nuova forma di governo non portò ai risultati sperati in campo economico e sociale: la Francia aveva bisogno di sentirsi nuovamente una potenza europea di prima categoria, come nei tempi d'oro dell'Ancient Regime in cui, nonostante le difficoltà interne dovute alla povertà e all'indifferenza dei sovrani, la Francia poteva vantare una grossa statura politica in Europa.

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Età Napoleonica

Dopo un breve periodo repubblicano, in cui tra i nomi più influenti a livello politico-amministrativo spiccava anche quello di Napoleone Bonaparte, accade un evento imprevisto: con un colpo di Stato, Napoleone pose, senza spargimenti di sangue bensì con tutto l'appoggio del popolo e della repubblica (con un cosiddetto plebiscito), tutti i poteri nelle sue mani. Questo enorme potere portò nel 1804 ad un nuovo cambio di rotta a livello governativo: Napoleone fu nominato Imperatore dai francesi ed ebbe inizio l'Impero Napoleonico. Da allora la Francia riconquistò tutto il prestigio che aveva tanto agognato: occupò quasi tutta l'Europa, riuscendo a sconfiggere Prussia e Austria. Solo nel 1812, durante una campagna in Russia, Napoleone subì una grave sconfitta, perse gran parte del suo esercito e fu mandato in esilio, lasciando così l'Europa in grande difficoltà politica, economica e sociale.

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Restaurazione

Il Congresso fu indetto con lo scopo di risolvere i problemi politici e territoriali venutisi a creare in Europa a seguito delle espansioni territoriali francesi per mano delle campagne napoleoniche. Per la prima volta nella storia, le redistribuzioni territoriali furono decise in una conferenza dalle parti interessate e non all'interno di un accordo di pace. Il Congresso di Vienna iniziò il primo novembre 1814. Ad essa erano presenti i rappresentanti politici di: Francia, Regno Unito, Austria, Russia e Prussia e, con un ruolo meno importante, anche Svezia, Spagna e Portogallo, insieme a Svizzera, Danimarca, Stato Pontificio, i regni di Sardegna e Napoli e numerosi piccoli stati tedeschi. In Francia fu restaurata la monarchia: il nuovo re era Luigi XVIII di Borbone, fratello di Luigi XVI.

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