I maggiori esponenti dell'Illuminismo

Tramite: O2O 15/10/2018
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Introduzione

Tra i movimenti letterari e culturali più famosi rientra certamente l'Illuminismo. Si tratta principalmente di una corrente secondo la quale il centro di tutto è la ragione umana. L'Illuminismo è un'epoca che si presenta come occasione per l'essere umano per uscire da uno stato di passività intellettuale. Ciascun individuo nasce con una propria capacità di pensare e non ha bisogno di subire influenze da altri. Ciò che si mette al centro di tutto sono la scienza e la fede nella ragione. Il tutto si regge sulla scienza newtoniana, strumento necessario per venire a conoscenza delle leggi relative al mondo naturale e allo sviluppo sociale. In sostanza si parte dal singolo per avere una visione d'insieme su quelle che sono le leggi che regolano il mondo. L'intelletto al centro di tutto rende libero l'uomo, il quale si divincola dal suo stesso stato di individuo dipendente dal pensiero e dal potere altrui. Un corretto utilizzo della ragione porta quindi ad uno sviluppo in ambito morale, culturale e tecnico. Ma vediamo nel concreto di cosa si parla, prendendo a riferimento alcune personalità dell'epoca. All'interno del presente tutorial vediamo brevemente i cinque maggiori esponenti dell'Illuminismo.

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Immanuel Kant

Uno dei maggiori esponenti dell'Illuminismo, forse quello più conosciuto, è Immanuel Kant, nato a Königsberg il 22 Aprile del 1724. Filosofo e matematico, Kant viene ricordato principalmente per opere come "La critica della ragion pura", "La critica della ragion pratica" e "La critica del giudizio". Il suo contributo per l'evoluzione dell'Illuminismo si basa su una forte difesa della libertà di pensiero. Inoltre, egli si fa sostenitore degli ideali della Rivoluzione Francese. Il suo pensiero si incentra sul diritto dell'uomo di portare avanti il proprio pensiero. La libertà individuale inizia dunque nel momento in cui ci si libera da uno stato di "minorità". Negli scritti critici di Kant si può individuare un'attenta analisi sul sapere, che all'epoca si basava principalmente sulla scienza e sulla metafisica. Quest'ultima soprattutto si poteva elevare al grado di una vera e propria disciplina epistemologica. Quanto alla scienza, Kant sostiene fortemente le verità universali e i giudizi a priori. Pertanto ogni giudizio critico di natura scientifica trova spiegazione attraverso i cosiddetti giudizi sintetici a priori.

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Cesare Beccaria

Tra i maggiori esponenti dell'Illuminismo troviamo Cesare Beccaria, nato a Milano il 15 Marzo del 1738. Il filosofo lombardo conseguì il diploma in diritto e scrisse la prosa intitolata "Dei delitti e delle pene" (1764). Questo saggio venne tradotto in lingua francese, sicché divenne un vero e proprio riferimento per gli Illuministi originari della Francia, ossia Montesquieu e Rousseau. Secondo Cesare Beccaria, la felicità delll'individuo veniva garantita da una giusta punizione per i delitti commessi. Le pene troppo severe sortivano l'effetto contrario. Egli dunque affermava che le leggi esistenti fino a quel momento non garantivano il progresso della società perché eccessivamente rigide e spesso inadeguate. Cesare Beccaria riteneva inoltre che le torture non avevano utilità alcuna per l'ottenimento della verità dei fatti e quindi non erano legittime. Tale illegittimità derivava dal fatto che gli innocenti avrebbero subìto percosse immeritate. Inoltre la confessione risultava strettamente dipendente dalla resistenza fisica dell'indagato. Per questo motivo non si giungeva sempre alla verità effettiva. Cesare Beccaria infine era contrario alla pena di morte, in quanto la sua applicazione non assicurava la fine dei delitti per i quali essa era prevista.

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François Voltaire

Uno dei maggiori esponenti dell'Illuminismo che dobbiamo ricordare è Voltaire, nato a Parigi il 21 Novembre del 1694. Il celebre drammaturgo francese si focalizza sulla Chiesa cattolica e analizza i pregiudizi che condizionano le idee dell'uomo. Egli si rivolge criticamente al genere umano tramite la propria ragione, facendo una particolare ironia ed un sarcasmo aggressivo. L'obiettivo fondamentale di Voltaire è di creare una società giusta dominata dalla ragione umana. Inizialmente egli cerca di fare ciò rivolgendosi ai sovrani. Poi però si accorge che la rivoluzione può avvenire soltanto con l'aiuto del popolo. Ecco quindi che Voltaire si fa sostenitore della Rivoluzione Francese, perché utile a coinvolgere la gente nella vita politica del Paese. Un'opera molto famosa di Voltaire si chiama "Lettere filosofiche". Qui l'autore parla della sua ammirazione verso gli usi e costumi nazionali. Secondo Voltaire, inoltre, la presenza di Dio si poteva dimostrare soltanto attraverso la ragione. Negli ultimi anni il pensiero di Voltaire vide un periodo caratterizzato dal pessimismo, deducibile dal poema intitolato "Disastro di Lisbona". Qui si racconta del terremoto che si verificò in città e la Provvidenza viene incolpata per questo evento così disastroso.

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John Locke

Tra i maggiori esponenti dell'Illuminismo annoveriamo John Locke, nato a Wrington il 29 Agosto del 1632. Egli lavora come medico pur non avendo la laurea in medicina, infatti il suo successo in tale professione è praticamente nullo. Gli scritti fondamentali del filosofo inglese sono "Due trattati sul Governo", "Lettera sulla tolleranza" e "Saggio sull'intelletto umano". Quest'ultima opera letteraria venne redatta in lingua inglese. In questo modo essa si rendeva accessibile a tutti e non solo all'élite. John Locke non soltanto avvicinò il suo pensiero all'Illuminismo, ma fondò anche le correnti dell'Empirismo e del Liberismo. Egli ritiene che la ragione umana sia fondamentale nella vita di ognuno. Però non significa che il cammino dell'essere umano risulterà sprovvisto di difficoltà. Secondo John Locke, la filosofia può risolvere egregiamente molte questioni. Pertanto è una soluzione alla quale bisognerebbe ricorrere. Infine, secondo il filosofo, l'esistenza reale di Dio si può dimostrare soltanto razionalmente. Egli sostiene infine che le idee derivano dalla riflessione interiore del singolo individuo.

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Jean Jacques Rousseau

I maggiori esponenti dell'Illuminismo hanno tra le proprie fila Jean Jacques Rousseau, nato a Ginevra il 28 Giugno del 1712. Il filosofo svizzero sostiene che la socialità di per sé è anche un bene, solo che il suo sviluppo avviene in maniera inadeguata. Ogni individuo si lascia soggiogare dall'egoismo e dalla smania di potere. Per questo motivo lo sviluppo della società incontra degli ostacoli, poiché si fonda sulla disuguaglianza tra gli individui. Il potere andrebbe equamente ripartito all'interno del popolo. Esso infatti non dovrebbe mai appartenere ad una cerchia ristretta. L'uguaglianza nei diritti e nei doveri è ciò che rende ogni singolo individuo parte integrante di una comunità. A tal proposito, una corretta educazione potrebbe arginare questa tendenza all'individualità e all'oligarchia. Il pensiero di Rousseau difende dunque il potere dell'intelletto e della cultura per una corretta gestione della comunità.

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